Al primo soffio di vento

Unico film italiano in concorso "Al primo soffio di vento" di Franco Piavoli, descrive un pomeriggio estivo in campagna. Una famiglia è riunita per il pranzo, ma poi ognuno decide di passare le sue ore pomeridiane in modo diverso: il capofamiglia guarda fiero i braccianti lavorare e poi si chiude nella sua biblioteca a leggere e meditare. Sua moglie non ha nulla da fare e si aggira per la casa cercando, invano, di distrarsi con noiosi passatempo, struggendosi sulle note malinconiche di Satie, suonato al pianoforte dalla sua figlia maggiore. La più piccola invece si avventura per i boschi, spiando gli altri ragazzi del luogo che fanno il bagno nel fiume o che si divertono con le moto. La nonna esce e vaga per il paesino alla ricerca di qualcuno che ha perso e che non tornerà più. E il nonno non si alza dal letto: guarda dalla fessura della finestra il paesaggio e pensa, forse, alla sua giovinezza ormai perduta.

L’idea è quella di riuscire ad immortalare un momento della vita di questa famiglia, composta da tante solitudini senza contatti. E in effetti, sembra più di essere di fronte ad una successione disorganica di belle immagini, che ad un film vero e proprio. I troppi particolari rendono complicate le emozioni che la pellicola vorrebbe trasmettere, fino a svuotarle del tutto. I dettagli la soffocano, togliendole il fascino dell’atmosfera e allontanando chi guarda da ogni immedesimazione.

Francesca Manfroni

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