Novo
Come sarebbe vivere una vita potendo
ricordare solo gli ultimi dieci minuti di tutto quello che
accade? Graham, dopo un incidente, è affetto da questa
strana patologia della memoria: il suo cervello immagazzina
solo gli ultimi eventi vissuti. E tutto il suo passato è
cancellato. Non si ricorda più di avere una moglie, un
figlio, degli amici. Gira sempre con un blocchetto legato al
polso, dove annota tutte le cose fondamentali della sua
vita: dove vive, dove lavora, gli appuntamenti con i medici.
Ad un certo punto entra nella sua vita Irène, una ragazza
piena di vita che si innamora di lui. Ma come può amare
un uomo che non ricorda mai più di qualche minuto di
vita? E’ questo l’interrogativo di Novo di Jean-Pierre
Limosin che più in generale pone un dubbio sull’amore:
il dubbio della sua esistenza, della sua durata, della sua
sostanza: Si può dire che il vero amore sia solo quello all’interno
di una „storia", intesa come insieme di ricordi, di
cose vissute, di immagini? Oppure è più forte il
sentimento di chi ogni giorno sceglie comunque quella
persona?
Novo è un tentativo furbo e malriuscito
di affrontare il tema infinito dell’amore e della coppia.
Con una trama scopiazzata da „Memento" e qualche
scena hard al limite del ridicolo, Limosin mette in piedi un
prodotto commerciale e pretenzioso. Unica bella sorpresa, la
bravura di Eduardo Noriega, sempre sospeso tra la
disperazione e l’incoscienza della sua condizione di uomo
„senza-storia".
Francesca Manfroni
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