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Dust
di M. Manchevski
Il ladro Edge trova la padrona di casa Angela in casa,
con una pistola in mano. L'anziana signora, con tanto di pistola puntata,
costringe il ladruncolo ad ascoltare una storia del passato, ambientata nel
west, dove all'inizio del secolo scorso due fratelli si innamorano della stessa
donna: Luke, il fratello rifiutato, si trasferisce in Macedonia dove si
trasforma in uno spietato mercenario fra le cruente bande locali. Intanto il
legame tra i due protagonisti nel presente si
stringe. Il film di Manchewski, autore del bellissimo e premiatissimo Prima
della pioggia, sviluppa due diversi piani narrativi: quello della vicenda
ambientata nel presente, piuttosto grottesca anche se improbabile; e quella
passata, western che mischia la magniloquenza
leoniana a un viaggio sia fisico che metafisico dei due protagonisti, lasciando
anche spazio a momenti onirici. E' un film spiazzante, dove la vicenda narrata,
anche se sembra la parte principale del film, è solo il pretesto, quasi un
esercizio al servizio del tema del film: i
punti di vista della narrazione, il come una storia viene raccontata
diversamente a seconda di chi la narra. Se da questo punto di vista il film è
impeccabile, all'interno dei 2 piani narrativi le lungaggini e le cadute (anche
se spesso volute) sono un po' troppo frequenti; e i protagonisti, poi, non danno
una grossa mano.
Francesco
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