The man who cried
di Sally Potter

E' il 1937: Suzie, giovane ebrea di origini russe, si trova a Parigi cercando di guadagnare denaro per raggiungere l'America, dove conta di ritrovare il padre che non vede da piu' di 10 anni. Nel frattempo stringe amicizia con Lola, giovane e superficiale ragazza che cerca di fidanzarsi con un uomo ricco, e con Cesar, affascinante gitano. "The man who cried" e' un film eccessivo in tutto: eccessivo nella storia, che si propone come melodramma d'altri tempi, eccessivo nelle musiche, che contrappuntano con brani operistici l'intero svolgimento del film, eccessivo nelle scenografie, non abbastanza piene da essere barocche ma comunque deliziosamente oniriche, eccessivo nella recitazione degli attori, sempre e volutamente sopra le righe, e eccessivo nella fotografia, che sfrutta un nuovo procedimento digitale mai usato in Europa per desaturare e sfumare le immagini. E allo stesso tempo e' un film capace di produrre momenti di grande cinema, come lo splendido prologo o l'arrivo dei nazisti nella Parigi della Seconda Guerra Mondiale, e che puņ contare sull'apporto di attori bravissimi come Christina Ricci, Johnny Depp e John Turturro (che sfodera un perfetto accento italiano).
La forza del destino.

Graziano Montanini

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