U-571
di J.Mostow

Johnathan Mostow riporta in auge il filmone di guerra stile anni '60. Tornano alla mente titoli come "Duello nell'Atlantico" o "Agguato sul fondo", ma la posta in gioco stavolta è la svolta decisiva nell'intera guerra sul mare: la cattura di Enigma e dei suoi codici.

U571 Non si tratta però della trasposizione del romanzo di Harris, ne' di un remake. Un piano semplice, tempi stretti, imprevisti, un equipaggio americano che si trova a dover fare i conti con il comando di un U-Boot tedesco. Gli spunti sono buoni, ben gestiti per tutto il primo tempo e buona parte del secondo. Tensione alle stelle, poca retorica (una bella compensazione però, alla fine...), pochissimi attimi di respiro, niente grosse cazzate (e di questi tempi è già molto), salvo un paio di svarioni di sceneggiatura e un cacciatorpediniere in apertura che appare e svanisce con maggior rapidità dell'Uomo Ragno. Il difetto maggiore è un senso di troppa fortuna dalla parte degli eroi, il pregio maggiore le scene con gli attacchi di profondità, tutte molto nail-biting.
Il film è girato con un budget relativamente basso e alla fine si vede, forse troppo. Al contrario, gli attori sono bravi, persino troppo offuscato Keitel nel ruolo del nostromo.
Dopo Breakdown, Mostow mette a segno un altro film godibile, pure se nel complesso si rivela probabilmente più leggero del pellicolone vecchio stile che era nei piani del regista. Complessivamente, comunque, non ha a che vedere con U-Boot 96 più di quanto Herbie non ne avesse con Driver.
Guglielmo Pizzinelli

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