L’ALDILA’
IT 1981 di Lucio Fulci
con Katherine MacColl, David Warbeck, Sarah Keller (Cinzia Monreale), Antoine Saint John, Veronica Lazar, Al Cliver (Pier Luigi Conti), Michele Mirabella.

° L’Albergo Sette Porte, in Louisiana, sorge nientemeno che sopra una delle sette porte dell’inferno: e tra ragni carnivori, cieche preveggenti e cani assassini, l’ereditiera di tale fortuna conoscerà il mare delle tenebre e ciò che in esso vi è contenuto. Co-sceneggiato da Dardano Sacchetti e conosciuto anche come …E tu vivrai nel terrore! L’aldilà, il film potrebbe sembrare soltanto un colossale saccheggio di opere disparate (Shining, Suspiria, Inferno, Zombi e ovviamente invenzioni lovecraftiane come il libro di Eibon) e di fatto lo è: ma se il film è passato col tempo a oggetto di culto – per molti è addirittura il miglior prodotto del suo autore – qualche ragione in più ci deve essere. Così, se da un lato convince poco la teorizzazione razionalista che certa critica odierna fa dell’aspetto anarchico e metacinematografico del cinema fulciano, dall’altra parte c’è da notare come i meccanismi della suspense e del fantastico diventino congeniali in mano a un autore anche rozzo e dal talento discontinuo e forse involontario proprio in virtù della loro connaturata illogicità: in questa ottica, perciò, diventano inutili le accuse spocchiose a certe sequenze obiettivamente ridicole e meno riuscite (come tutte quelle ambientate nell’obitorio, dove la pistola di Warbeck spara a raffica senza aver bisogno di essere ricaricata e dove la presenza degli zombi non trova granché da dire) e acquistano tutto il peso che meritano singoli momenti isolati, sicuramente ispirati alla metafisica del migliore cinema argentiano ma comunque capaci di liberare afrori da vero autore, come quello dell’autostrada deserta o il finale nullificante e addirittura quasi tarkovskiano. Gli effetti speciali gustosamente artigianali sono di Giannetto De Rossi, mentre è davvero stracult la presenza di un giovane e pre-televisivo Mirabella destinato a essere mangiato dai ragni. Ampiamente sforbiciata in televisione, la versione integrale (col sanguinoso prologo virato in seppia) è stata edita anche dalla preziosa etichetta Lamberto Forni Video.        HORR           86’          * *
Roberto Donati

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