Le iniziazioni famigliari

Vai allo Speciale cinema trash

 

Laura AntonelliOh, visto che si avvicinano le feste, periodi di riunioni famigliari, direi che è giunto il tempo di parlare di quei film che hanno come protagoniste le dolci parenti, più o meno prossime. Non è che siano molti, ma riescono a rappresentare un'altra delle fantasie italiche. Infatti, senza tirare in ballo Freud, chi non ha mai fatto un pensiero a cugine, giovani zie, cognate varie (Io no, ma solo perché sono figlio unico figlio di figli unici, che disdetta!)? In ogni caso intorno alla metà degli anni settanta questo tema affascinò alcuni dei soliti registi, sempre attenti a darci, nei loro lavori, uno specchio fedele della società italiana. Era, infatti, per loro un ottimo pretesto per una sceneggiatura la voglia di giovani adolescenti di iniziare le esperienze della carne (quella del pesce, per fortuna la saltarono!) con donne più mature, ma non meno belle.

Questo anche per dare uno scossone alla moralità ormai decrepita dell'Italia di quegli anni, cercando di superare una visione della pubertà ormai non più valida per le nuove generazioni che avevano in loro le idee sorte col '68. Il

capostipite di questo genere è un film del 1968 di Salvatore Samperi "Grazie zia" con Lisa Gastoni, anche se questa pellicola è decisamente più studiata e vuole affrontare aspetti più sociologici dei film che la seguiranno. Più rappresentativo di questo genere è probabilmente un altro film di Samperi, quel "Malizia" con Laura Antonelli che fece rizzare…gli incassi nel 1973. Tutti i film di questo sottofilone effettivamente si rifecero molto di più a tale opera, che lasciava perdere le intenzioni sociali, dando più attenzione all'aspetto sessuale soddisfando la volontà voyeristica del pubblico. I protagonisti e le protagoniste variano spesso, quindi non ci sono attori-attrici che escono alla ribalta rispetto ad altri.

Uno dei primi di questi film fu "Cugini carnali" di S.Martino (1974) dove Susan Player (attrice americana poi sparita) cerca di svezzare il proprio imbambolato cugino(Alfredo Pea), chiaramente riuscendoci. Più conosciuto è sicuramente il "Grazie …nonna" di Franco Martinelli (Marino Girolami) del 1975, con la Fenech e Giusva Fioravanti (che adesso è all'ergastolo…non per aver fatto tale film, ma perché terrorista di destra). Qui una famiglia di Pisa viene messa in agitazione per l'arrivo dal venezuela della Maria Juana (come non idolatrare gli sceneggiatori per la loro "grandissima" fantasia!)nuova moglie del vecchio nonno, da tempo emigrato e ormai defunto. Tutti si aspettano una dolce vecchina ed invece ti arriva quel gran pezzo dell'Ubalda dell'Edwige (per citare un suo film). Il giovane Carletto, addetto a prenderla all'aeroporto, tace del fatto che si sua "nonna", ma anzi la porta in giro come trofeo. Quando però la porta in famiglia tutti i parenti maschi vorrebbero intrattenere la brava nonnina, che però, alla fine, si concede, al solo scopo di farlo "crescere", al piccolo Carletto, che potrà poi iniziare una relazione adatta alla sua età con la compagna di classe Marinella. Tra gli altri protagonisti segnaliamo il maestro Simonetta (famoso direttore di orchestre televisive e padre di Claudio, anch'esso musicista, ricordate "Profondo Rosso"?) che è il padre di Carletto, anzi il figlio adottivo della Fenech e Gianfranco D'Angelo nei panni del frate che dovrebbe curare la morale del giovane Carletto, ma che è più interessato al cibo di casa. Il film pur essendo sicuramente provocante non offre troppe scene osé, anche se la buona Edwige ci delizia con la sua scollatura e con le sue cosciotte sempre generosamente mostrate.

Iniziazioni Un altro lavoro poco conosciuto è il film di Mario Imperoli del1975 ossia "Le dolci zie" dove vengono mischiati più generi, infatti oltre a quello che stiamo tratando la trama si basa anche sulla rivalità alla Don Camillo e Peppone tra il parroco di un paesino della Bassa ed un vecchio comunista, sempre in lotta tra loro. Il vero protagonista è il giovane nipote di quest'ultimo, Libero( Jean-Claude Vernè), che viene affidato a tre zie zitelle (Marisa Merlini, Femi Benussi e Pascale Petit) morigerate e saggie. Ma, ahime, le tre zitellone si rivelano tutt'altro che sagge ,ed, ahilui, anche tutt'altro che morigerate, tanto che vorrebbero usare il povero Libero per saziare la loro fame atavica. L'unica soluzione per salvare il giovane e fargli provare finalmente le prime gioie del sesso, senza che debba cadere nelle grinfie delle tre satire, viene trovata dal nonno comunista che affida tale compito alla giovane Manuele (Orchidea De Santis) ex prostituta che convive con lui. Compito che questa risolve chiaramente in maniera egregia. Il film offre buoni spunti, sia per la bellezza della De Santis, che per la bravura dei caratteristi, soprattutto dei due nemici Pupo De Luca (Don Fiorello) e Mario Maranzana (il nonno di Libero), senza scordare le tre zie, con la Merlini su tutte.

Anche altri film prendono in considerazione, seppure in ambiti diversi da questo, le vicende famigliari, ma di loro ne parleremo una prossima volta. Saluti a tutti,
il Macchi.

Vai allo Speciale cinema trash

 Vai a Hard Project:
un viaggio nel cinema erotico/hard d'autore

Filmografia:

"Grazie zia" (1968); di S. Samperi, con Lisa Gastoni.

"Cugini carnali" (1974); di S. Martino, con S. Player, A. Pea.

"Malizia" (1974); di S. Samperi, con L. Antonelli.

"Grazie…nonna" (1974); di M. Girolami, con E. Fenech, G. Fioravanti, G. D'Angelo, E.Simonetta.

"Le dolci zie" (1975); di M. Imperoli, con P. De Luca, M. Maranzana, O. De Santis, L. Merlini, F Benussi.