MACCHIE SOLARI
IT 1975 di Armando Crispino
con Mimsy Farmer, Barry Primus, Ray Lovelock, Angela Goodwin,
Massimo Serato.
Video: Creazioni home video ( non
disponibile) Anchor Bay ( sotto il titolo "Autopsy"
)
In una deserta Roma estiva, la quiete viene
sconvolta da una catena di inspiegabili suicidi. La causa
di questo, sembrano essere le "macchie solari" ,
che provocano uno squilibrio nella psiche umana. Simona
una giovane dottoressa della "mourge"
capitolina, viene coinvolta nella vicenda nel momento in
cui il cadavere di una giovane americana che
risponde al nome di Betty, viene rinvenuto sulla spiaggia
d'Aosta.
Gli inspiegabili accadimenti; l'apparizione
di un giovane prete, fratello di Betty, fanno vacillare il
già fragile equilibrio di Simona ossessionata da visioni
erotiche - necrofile.......
Narrato con uno stile ossessivo - malato ma
al tempo stesso freddo e distaccato - come se si
trattasse di un allucinante documentario; "Macchie
Solari" riconferma le indubbie capacità di Armando
Crispino, collocandolo in quella criptica nicchia di
autori che hanno dato lustro al thriller italico
facendo rimpiagere il suo progetto ( purtroppo non portato
a termine) di un nuovo capitolo horror dal titolo
"Apparizioni".
"Macchie solari" si distacca
nettamente dai modelli argentiani; scegliendo una strada
dove in un anonimo quotidiano piomba prepotentemente
l'irrazionale, il non spiegabile fino a trasformarsi in
una macchina "ammazzaspaventi" dove l'ovattata
atmosfera diventa qualcosa di insostenibile ed opprimente
e il sole stesso si trasforma in un'orrendo boia (
spettatore dell'intera vicenda ) capace di colpire tutto e
tutti, conducendo lo spettatore in un'universo di morte
che mai, come in questo caso, si mostra in tutta la sua
oscena nudità.
La città stessa diventa il fulcro della
vicenda, con i suoi mille segreti rinchiusi in afosi
appartamenti, in vicoli malfamati, in spiagge deserte dove
l'irrazionale
il non spiegabile è sempre pronto a
colpire e a mietere vittime.
A questo punto, "Macchie solari"
si trasforma in un gioco crudele e spietato, dove la
protagonista stessa, vede la realizzazione delle proprie
insospettabili follie e repressioni - da cardiopalma
risulta la sequenza iniziale, ambientata in un
obitorio in cui Silvia si immagina "l'oscena"
orgia tra i morti - dove la putridescenza delle carni,
sentita con un'incoffessato piacere deviato, si insinua
nella fragile mente della donna; la cui freddezza
sessuale oltre al suo essere costantemente a contatto
con la morte fa insinuare un piacere al limite del
necrofilo.
Ed è proprio a questo punto; nel
momento in cui la vicenda precipita nell'irrazionale più
cupo, che "Macchie solari" ribalta le
attese dello spettatore che viene improvvisamente e
prepotentemente riportato alla realtà, dove non è il
sole il colpevole, ma una mente umana deviata e malata
pronta a colpire razionalmente e scientificamente; ma è
solo alla fine, nel momento in cui l'assassino dopo essere
precipitato da un tetto e piombato sul caldo asfalto
di Piazza Navona che si insinua nuovamente un velato
senso di irrazionale, di giustizia divina ed invicibile,
che in un eterno calore chiude la vicenda nella
malinconia.
Mirco Sassoli
° Una dottoressa legale si trova
coinvolta in una strana epidemia di suicidi, apparentemente
dovuta all’influsso della macchie solari. Il regista
doveva stare male mentre stava girando il film (in senso
positivo, però): un delirio continuo di immagini e parole
con personaggi e fatti che vanno e vengono quasi a caso,
spesso senza senso o in modo ridicolo ma, fortunatamente, si
fa largo uso dell’ironia per sdrammatizzare la stupidità
di un intreccio malamente ricalcato su Angoscia che rende il
tutto inutilmente divertente. Una vetta del trash italiano.
Un certo talento, comunque, Crispino (ex collaboratore di
Pietrangeli e critico dell’Unità) ce l’ha e
Morricone sa sempre cosa suonare per qualsiasi occasione. La
Farmer, all’epoca sposata con lo sceneggiatore Vincenzo
Cerami, si spoglia spesso. Titolo inglese: Autopsy.
THRILL 96’ * * ½
Roberto Donati
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