La soldatessa
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Dopo la scuola in quale altro
ambito quei geniali marpioni dei registi trash anni 70 potevano ambientare le loro ilari
storie se non nei campi militari e nelle caserme, dove, è noto, gli uomini tornano ad
avere istinti primitivi? Anche perché, in effetti, non c'era nessun altro luogo migliore
di quello, in cui il livello del testosterone arriva a punte altissime; popolato da soli
uomini e dove le uniche donne che si possono vedere sono appese sui calendari o stampate
sui giornaletti porno, che tanta fortuna hanno tra i militi!
Perciò immaginate quali idee
poteva far nascere, negli idoli dei registi, la presenza di qualche gnoccolona in tali
ambienti? Ed infatti, il lungimirante Nando Cicero vi mette addirittura la protagonista
dei sogni erotici di tutti gli italiani del periodo: Edwige Fenech. Per lei crea il
personaggio ormai entrato in tutti i cuori degli amanti del genere: Eva Marini, la
dottoressa militare, che diventa la protagonista di una trilogia epica, che parte nel 1976
con "La soldatessa del distretto militare", per proseguire, l'anno successivo,
con "La soldatessa alla visita militare", e terminando, nel 1978, con "La
soldatessa alle grandi manovre". In questa pagina parleremo appunto di tale trilogia,
lasciando per la prossima volta altre pellicole che riguardano l'ambito militare, ma che
si differenziano da queste tre "perle" del cinema italico.
E.Fenech
Possiamo effettivamente affermare che vi sono delle
notevoli differenze tra queste pellicole e quelle militar-canore che ebbero molta fortuna
negli anni '60 (con protagonista la coppia Morandi-Efrikan); qui, infatti, i giovani
soldatini non sono ragazzi con la faccia pulita, educati e fedeli alla loro giovane
fidanzatina che gli attende a casa trepidante, bensì degli squallidi burini, iperattivi
sessualmente (ma, ahimè, solitari!), rozzi e brutti, che hanno come unico obiettivo
quello di spiare la brava e buona dottoressa. Il tutto ha come sottofondo una colonna
sonora fatta di rutti e scorregge (chiamarli:<<
sonore e fetide emissioni
dalla bocca di aria che risale dallo stomaco
>> ed <<
emissioni
rumorose di gas dall'ano
>> mi pareva un eccesso di intellettualismo!).
Come
sempre, oltre alla simpatica Edwige, tali film erano riempiti dai soliti noti: Vitali,
Banfi, Montagnani, Carotenuto, ecc., ognuno dei quali solitamente si appropria di un ruolo
specifico, che raramente viene abbandonato. Il buon Vitali è la recluta superdotata
("Quattromani"), invidiata dai suoi superiori per tale "esuberanza"
fisica; afflitto, oltretutto, da disturbi gastro"anali" (come gli dice il
colonnello Carotenuto: << Tu non hai il soffio al cuore. Tu hai il soffio al
culo!>>. Montagnani ha il ruolo fisso del colonnello Tarcisio Fiaschetta, afflitto
da sonnambulismo e dedito all'autoeccitamento travestito da ballerina di flamenco, che
inutilmente cerca di conquistare le grazie della dottoressa Marini. Ultimo ruolo fisso è
quello di Carotenuto che recita la parte del colonnello capo caserma, elemento
"paterno" del film. Insieme a loro vi sono un buon numero di caratteristi, ma
anche apparizioni di attori che avranno anche fortuna in tutt'altro genere di film.
Infatti, a parte il solito Banfi nella parte del cappellano militare che cerca di redimere
i soldati facendogli passare i pruriti erotici, appaiono in tali pellicole anche Carlo
Delle Piane e Leo Gullotta, entrambi nel ruolo del medico militare, il primo appassionato
di teatro, che recita versi di Shakespeare, ed utilizza il séparé per cambiare abito di
scena, mentre il secondo utilizza le povere reclute come cavie per i suoi esperimenti
scientifici. Come dicevo prima queste pellicole sono animate da un buon gruppo di
caratteristi, a cominciare da Michele Gammino, che nel primo titolo è l'unico che riesce
a conquistare la bella Eva; continuando col grandissimo Nino Terzo, l'asmatico coi baffi,
che già aveva partecipato ai film militar-canori anni '60; finendo con uno dei più
sottovalutati attori del genere: Lucio Montanaro, spesso visto come spalla comica di Nino
D'Angelo o di Mario Merola nelle sceneggiate napoletane. Tutto questi attori erano immersi
in situazioni che ironizzavano sulla vita militare, riproponendone le tipiche immagini
stereotipate: piedi fumanti dopo lunghe marce, pasti lassativi, ma soprattutto scherzi
feroci (uno su tutti la sostituzione della carta igienica con la carta vetrata).

L'ambito erotico è sempre affidato alle
inquadrature mirate della Fenech, mentre si fa la doccia (è sicuramente una delle attrici
più "pulite" del cinema italiana, con tutte le docce che si è fatta!), oppure
mentre si cambia davanti ad un finto specchio, che in realtà dà sulla camerata,
inconsapevole di offrire uno spettacolo gradito alla massa di allupati che si spintonano
dalla parte opposta. Lo stratagemma del finto specchio è una genialata, creato per
supplire all'effettiva mancanza di serrature nei campi militari (le tende, si sa, non
hanno tale optional!). Un particolare da notare è la predilezione di Cicero nel mostrarci
personaggi degni del circo Barnum (o dei Freaks); egli spesso ci presenta veri e propri
mostri, di cui prendiamo come massimo esempio esplicativo Jimmi il Fenomeno (al secolo
) messo nei panni di una suora di corsia, che potrebbe creare raccapriccio perfino
in Dario Argento.
Come sempre tali pellicole, nonostante tutto,
riescono a mostrare, in modo grottesco, il vero animo del maschio italiano medio, che in
compagnia totalmente maschile si lascia andare a comportamenti e ragionamenti non proprio
oxfordiani, con buona pace di mogli\fidanzate\mamme, che dicono di lui
(illudendosi):<< Oh, il mio tesoro non è certo così!>>. Un saluto e alla
prossima.
Il Macchi.
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a Hard Project:
un viaggio nel cinema erotico/hard d'autore
Filmografia:
"La soldatessa del distretto
militare" (1976); di N.Cicero, con E.Fenech.
"La soldatessa alla visita
militare" (1977); di N.Cicero, con E.Fenech.
"La soldatessa alle grandi
manovre" (1978); di N.Cicero, con E.Fenech.