Mission Impossible II:

divertimento allo stato puro!

Il circo multimediale del moderno Barnum mantiene tutte le promesse della vigilia, anche se inserito in un mezzo tecnico un po' troppo tradizionale che ne mortifica le possibilità, privandolo di un carattere essenziale quale l'interattività con il fruitore dell'opera. Il Luna Park di John Woo si esprime comunque ad alto livello, fornendo tutto il campionario di scene d' azione del suo ricco curriculum, elaborate e miscelate a formare una trama giocata tra il poliziesco e la spy-story, condita con ingredienti "di moda" quali la manipolazione genetica e l'intrigo finanziario da pescecani dell' industria.

Tom CruiseInutile discutere sulla plausibilità e sull'aderenza al reale di ciò che Woo ci propone, l'intento non è certo quello di farci vedere come le agenzie spionistiche e le polizie parallele agiscono, ma quello di proporre l'eterna lotta tra il bene ed il male, l'eroe buono e l'eroe cattivo, rendendola il più possibile spettacolare e fantasmagorica. Il film non è certo un thriller ad alta tensione, ma le emozioni ci vengono regalate al prezzo di un minimo di immedesimazione e di un momentaneo arresto delle nostre funzioni critichee razionali; scegliendo la parte che più ci piace tra quelle presentate e "diventando" in prima persona il personaggio, ci si può divertire per due ore e spiccioli alternando scariche di adrenalina a momenti di grande protagonismo.
Le tecniche di Woo sottolineano in maniera decisa le scene più importanti o più spettacolari, i suoi ralenty accelerati e fermi immagine rotanti, nuove definizioni ideate dal nostro "gruppo di visione", forniscono un ottimo tessuto su cui ricamare le più ardite azioni dei due protagonisti, per i quali le leggi fisiche sembrano stabilire una tregua in uno spazio circoscritto entro il quale, come nei vecchi giochi infantili, "vale tutto".

Proprio per questo suo carattere da videogioco senza altre pretese, il film è valido ed apprezzabile e la sua trama può uscire più volte dai canoni della realtà senza far gridare allo scandalo, mettendo in scena una storia improponibile nella realtà ma nel contempo divertente e spensierata.
Il suo merito più grande è certamente quello di esistere come fine a se stesso, e di scomparire molto presto nella memoria degli spettatori, dopo avergli regalato un ritaglio di tempo da dedicare al puro divertimento fracassone.

Acerbi Sergio