SPACE COWBOYS
Disavventure spaziali per 4
vecchietti terribili di Hollywood, Eastwood, Lee Jones, Sutherland
e Granger, impegnati in
un'anacronistica operazione di recupero nello spazio profondo, non priva
di sorprese...
Humor, leggerezza, disincanto e
un po' di retorica per questo curioso film, che trasforma in eroe
chi non lo è
quasi mai sul grande schermo. Terza età alla riscossa, quindi, ma anche messaggi
tutt'altro che velati contro la Nasa e la mancanza dell'antico spirito eroico nelle
attuali esplorazioni spaziali.
Belli effeti speciali, mai
troppo freddi e meccanici, alcuni eccessi di sentimentalismo, a volte anche
ben accetti
(vedi il finale).
Nel complesso un lavoro
"minore" di Eastwood, destinato ad essere ricordato solo per l' insostenibile
leggerezza con cui tratta la tematica dell'invecchiamento: mai traumatico ma lieve e
"quasi" piacevole.
Vito Casale
---- SPACE
COWBOYS con CLINT EASTWOOD e TOMMY LEE JONES
Si sentiva il bisogno di una
rivisitazione di Armageddon in chiave moralistica? No, non penso proprio.
Eastwood non riesce a rivalutare le sorti di
un film nato morto, tristemente scritto e girato, pessimo
sotto ogni punto di vista.
Gratta troppo il patetico, e quando esaurisce le carte dell'auto-ironia,
si perde tra
effetti speciali e zero suspense. Le figure dei 4 vecchietti che si prendono la rivincita
raggiungono vette di paternalismo inaspettabile, anche grazie a una sceneggiatura degna
della peggior
produzione Bruckheimer: i vecchi buoni e bravi, i giovani cattivi e stupidi.
Nella seconda parte perde
il filo del discorso, si sfilaccia, si dilunga in scene d'azione
viste e riviste, nelle quali ricerca un senso, un filo conduttore, trovando
inevitabilmente la noia. Eastwood aveva le idee troppo confuse. Insignificante e inutile.
Andrea D'Emilio
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