I
Decamerotici (terza parte)
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Saluti a tutti e ben ritrovati. Questa parte dei
decamerotici sarà dedicata ad un attore in particolare: il buon Lando Buzzanca,
protagonista di numerose pellicole negli anni settanta (nonché ispiratore di famosi
fumetti quali il "Lando" e il "Tromba"; se qualcuno di voi avesse la
fortuna di ritrovarli li accudisca amorevolmente, sono dei veri cult!) Attore che, come
molti altri che si dedicarono al genere della commedia erotica, dopo anni di vituperio
viene in questi giorni rivalutato. In questa pagina, appunto, tratteremo i suoi film che
si inseriscono nel filone decamerotico.
La prima pellicola che lo vede protagonista è "Puro
siccome un angelo papà mi fece monaco
di Monza" del 1969 diretto da Gianni
Grimaldi. Come potrete notare il titolo già fa capire quale sia l'idea del film, la presa
in giro della storia di Geltrude, la monaca di Monza raccontata dal Manzoni. Qui il nostro
Lando fa la parte di un secondogenito di un principe, che il padre mette in convento.
Animo puro diviene il priore del convento ed impone una vita casta e morigerata,
ma
si fa fregare da una collegiale che mette incinta, e viene per questo murato vivo
per 50 anni. Ma, ecco l'aspetto favolistico del film, dopo la lunga pena, quando il muro
viene aperto il nostro riappare non invecchiato di un giorno, infatti, l'amore per la
bella collegiale (Igle Villani), anche lei non invecchiata, lo ha mantenuto giovane. A
parte il finale romantico, il lavoro viene retto dal linguaggio simile a quello
dell'"Armata Brancaleone", che rende i dialoghi spunto di battute.
Il secondo film (1972) è diretto da Pasquale festa Campanile,
ed è "Ius primae noctis"; anche in questo caso dal titolo si comprende la trama
portante della pellicola. La particolarità è che qui Buzzanca recita la parte del
cattivo, è, infatti, Ariberto, padrone di un feudo, che tiranneggia i propri sudditi,
gravandoli di continue tasse, fino ad arrivare ad imporre, appunto, lo "ius primae
noctis", ossia, per i pochi che non lo sapessero, il diritto del feudatario di
giacere la prima notte di nozze con ogni fanciulla che si sposasse nei suoi territori (per
la sicura felicità del consorte!). Alla fine, però, i reietti si ribellano e scacciano
il prepotente, che però si rifarà in Vaticano
Oltre a Buzzanca, nel film recitano
Marilù Tolo e il Grande Montagnani.
Terza pellicola di cui il nostro è protagonista è sempre del
1972 e sempre diretta da Festa Campanile, e si tratta de "La Calandria", ripresa
da una novella del Bibbiena (Bernardo Dovizi cardinale 1470 - 1520) scritta nel 1513. Qui
Lando è Lidio playboy ante litteram, sempre in cerca di conquiste femminili, che
scommette col duca di concupire la moglie (Agostina Belli) dell'anziano Calandro (Salvo
Randone). Per fare questo si traveste da donna ed entra in casa di Calandro prendendo le
parti di una cortigiana che avrebbe dovuto insegnare a Fulvia (la Belli) l'arte della
seduzione. Dopo varie peripezie, tra le quali le insistenze di Calandro nei suoi
confronti, il povero Lidio finisce condannato a morte, pur riuscendo ad evitare la
condanna, anche se questo gli costa l'amara evirazione (come avete visto anche nelle
puntate precedenti quello della castrazione è un finale che ricorre spesso in questo
genere di film, simboleggiando la pena che merita (?) chi troppa ricerca le grazie
femminili; se vi ricordate, ritornerà anche in pellicole ambientate in epoca recente come
"La dottoressa ci sta col colonnello" dove il povero Banfi viene ridotto in malo
modo non da una tortura, ma da un'operazione andata male!). Il film è recitato da un cast
d'eccezione, anche se non risulta essere tra i migliori del suo genere, sebbene le scene
in cui Buzzanca prova ad insegnare le tecniche di seduzione a Fulvia siano da antologia.
L'ultimo film di questo filone che Buzzanca recita è "San Pasquale Baylonne,
protettore delle donne" del 1976, diretto da Luigi Filippo D'Amico, anche se non è
effettivamente uno dei più riusciti, dove impersona un finto santone guaritore, che
invece pensa unicamente a vivere alle spalle degli altri ed a, diciamo, flirtare con le
donne altrui. Presenza femminile molto gradevole quella di Orchidea de Santis, ma per il
resto nulla di spettacolare.
Di questo sotto-filone parleremo anche la prossima volta,
chiudendo la serie, visto che restano ancora delle chicche da citare, pellicole che,
sfortunatamente, non vengono quasi più riproposte, se non ad ora tarda. Ma perché non le
mettono in prima serata, tanto con le cazzate che ci fanno vedere dovrebbero andare bene
anche loro! Scusate lo sfogo, ma mi sarei stufato di vedermi i film ad orari assurdi o
registrarli, visto che spesso le pellicole sono di scarsa qualità e rendono poco
registrate su cassetta. Vi saluto e vi do appuntamento alla prossima, ciao,
il Macchi.
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Filmografia:
"Puro siccome un angelo papà mi fece monaco
di Monza"
(1969); di G.Grimaldi, con L.Buzzanca;
" Ius primae noctis" (1972); di P.Festa Campanile, con
L.Buzzanca, R.Montagnani, M.Tolo;
"La Calandria" (1972); di P. Festa Campanile, con
L.Buzzanca, S.Randone, A.Belli, M.Scaccia, B.Bouchet,
C.Gelli;
"San Pasquale Baylonne, protettore delle donne" (1976); di
F.D'Amico, con L.Buzzanca, O. de Santis.