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Figli/Hijos
di Marco Bechis
Dopo Garage olimpo, Marco Bechis torna a parlare dei
desaparecidos, dall'occhio dei figli. Javier è un ragazzo borghese che conduce
una vita tranquilla. Un giorno qualsiasi dei suoi 24 anni, una ragazza
conosciuta via email, Rosa, lo viene a trovare dicendo di essere sua
sorella. Inizia un calvario psicologico di un ragazzo che non può avere più
certezze. Bechis affronta un tema cinematograficamente più difficile del suo
film precedente, e la realizzazione finale un po' ne risente: da un punto di
vista abbiamo dei momenti molto intensi e dei bei virtuosismi con la macchina da presa, nonchè la sceneggiatura, volta a non
concedere mai allo spettatore nessuna certezza; dall'altra però la recitazione
non sempre è all'altezza della volontà di fare del film un dramma psicologico,
e di conseguenza ne risente anche il ritmo. Molto imperfetto, ma da vedere.
Francesco
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