Jurassic Park III
di Joe Johnston
con S. Neill, A. Nivola, W. H. Macy, T. Leoni
Inizia come un onesto blockbuster con
poca fantasia e molta voglia di arrivare al dunque. La sceneggiatura, infatti,
recupera alcuni personaggi del primo episodio e costruisce la storiella di una
coppia divorziata, in cerca del figlio scomparso durante un volo in deltaplano
sull'isola di Sorna. Risolti in fretta i preamboli, però, l'arrivo sull'isola
riserva ben poche sorprese e più la storia procede, minore e' il
coinvolgimento.
Colpa di personaggi privi di spessore narrativo e di una regia al servizio
esclusivo degli effetti speciali. Sembra quasi di assistere ad un film
ad
episodi: prefazione, atterraggio sull'isola, incontro con dinosauro, morte dei
soliti
personaggi-zavorra, fuga, ancora dinosauri (da terra), salvataggio, chiacchiere
buoniste, ancora dinosauri (dal cielo), salvataggio, ancora chiacchiere buoniste
(basta!!!), ancora dinosauri (dall'acqua), salvataggio, ricostituzione del
nucleo familiare, risatine.
Non basta aggiungere un nuovo "spinosauro", ancora
più grande del
temibile T-Rex, o nuove teorie scientifiche sulla comunicazione tra dinosauri,
per spaventare e incuriosire. Ci vogliono persone vive che provano emozioni e le
trasmettono allo spettatore. Tutto, invece, avviene velocemente ma senza un
ritmo emotivo. Solo l'apparizione del primo pterodattilo, immerso nella nebbia,
scuote dal torpore, per il resto si viene bersagliati da immagini la cui
perfezione tecnica non sopperisce al tragico vuoto di idee.
Luca Baroncini
Già il titolo sa di vecchio, anzi di Giurassico!
Dalle scene che si vedono in televisione, viene voglia di
non andare a vedere il terzo film della saga di Giurassic Park.
Eppure
un irrefrenabile impulso di assistere ai notevoli progressi della
"Computer Graphic" mi ha spinto a dare un'occhiata al film.
Soldi
quasi buttati; computer grafica a parte. Notevole
la bellezza dei dinosauri riprodotti. Per il resto era meglio che questo film
non venisse prodotto e la saga si fermasse al primo episodio.
Il film non è convincente sotto molti punti di vista.
Innanzitutto la storia sa di artificiale. Il nostro caro professor Grant
continua a studiare i dinosauri fossili avendo a disposizione esemplari vivi
(e affamati). Questo è già di per sè un controsenso scientifico. E' come
avere delle astronavi aliene tra di noi (con relativi alieni a bordo) e
continuare a sponsorizzare il programma SETI.
Va bene, forse il professor Grant, che è stato quasi
mangiato vivo da queste creature, ha poca voglia passare il suo tempo vicino a
veri dinosauri. Tuttavia ci sono sistemi satellitari, telescopi e telecamere,
che possono fornire informazioni in tutta tranquillità. Invece? Niente.
Il substrato scientifico del film è inesistente.
L'azione si svolge sull'isla Nublar,
nell'ormai famoso arcipelago della Costa Rica, senza armi, con solo le gambe
per scappare e un pò di fortuna (si spera sempre che qualcuno venga mangiato
permettendo agli altri ominidi di fuggire). E come sempre a perire sono le
comparse. Scontatissimo.
Nel film si parla di una copia di genitori (divorziati
e che si odiano), improvvisamente uniti dal desiderio di ritrovare il proprio
bambino sperduto su un'isola piena di dinosauri (molti dei quali poco
amichevoli).
Dopo 8 settimane ancora sperano di trovarlo vivo.
Assurdo. Ma la cosa più incredibile è che questo povero Rambo in miniatura
è ancora vivo!! Forse nemmeno un membro della Delta Force,
superaddestrato, riuscirebbe a tanto! Pensiamo agli uomini assoldati dalla
copia di coniugi (mercenari professionisti) che vengono quasi subito eliminati
(non settimane di sopravvivenza, ma pochi minuti).
La storia cade nel ridicolo e solo qualche nuovo
dinosauro attira l'attenzione dello spettatore che altrimenti
è costretto a
sorbirsi una storia inverosimile e fantasiosa.
Con questo film scopriamo che il progetto del Giurassic
Park ha coinvolto una continua moltitudine di isole.
Speriamo di non vedere un quarto episodio. Questi due
nuovi episodi, il secondo e il terzo, hanno il tragico dono di mettere in
forte ombra il primo e più riuscito episodio, che conteneva una notevole dose
di novità, emozione, poca fantasia e fantascienza, e un pizzico di
humor.
il Dragone
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