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Uneasy Riders (Nationale 7)
di Jean-Pierre Sinapi
In un istituto per disabili arriva Rene', cinquantenne
arrabbiato col mondo intero per la sua nuova condizione. I rapporti con le
infermiere e gli altri disabili sono terribili, almeno finché non sottopone ad
una infermiera una richiesta: poter avere rapporti sessuali con una prostituta.
Uneasy Riders, bel titolo italiano contrapposto ad un più scialbo titolo
originale (Nationale 7, il nome della strada in cui Rene' va in cerca della
prostituta), e' un film sulla sofferenza, sui diritti, sull'uguaglianza. E,
nonostante questo, riesce anche ad essere soprattutto una
commedia, a non scadere mai nel patetico e nel retorico.
Le riprese sono fatte con camera a mano, e l'inizio ricorda molto
"Idioti" di Lars von Trier, con il pulmino dei disabili che viaggia
per le strade della campagna francese. E probabilmente non a caso Sinapi si e'
scelto come operatore un collaboratore di Von Trier. Le atmosfere di
"Idioti" emergono più volte durante la pellicola, al servizio
però
di una storia molto più simile a quella di "Balla la mia canzone",
forse il capolavoro di Rolf de Heer, il film definitivo sull'handicap.
Tutto funziona perfettamente, dagli attori (alcuni sono sicuramente disabili, ma
anche gli altri sono incredibilmente realistici), alla sceneggiatura. E il
finale metafilmico, che porta a nostra conoscenza come il film sia tratto da una
storia vera, e' perfetto nel concludere una vicenda che, per certi versi,
avrebbe potuto portare ad un finale forse fin troppo consolatorio.
Un film come pochi altri, pieno di coraggio e di amore per i personaggi.
Voto: 9.
Graziano Montanini
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