HARRY POTTER E
LA PIETRA FILOSOFALE
di
Chris Columbus
con
Daniel Radcliffe, Emma Watson, Robbie Coltrane, Alan Rickman e Richard
Harris
*** spoiler alert: level 2
Dunque, a
voi è piaciuto il film "La mummia" e il suo
"degno" seguito? Vi piacciono i film dove c'è
un pizzico di Spielberg, effetti speciali a piene mani ed
una carrettata di bambini dai più disparati e
convenzionali caratteri (il pacioso, il buono, il viziato,
lo stronzetto, il saggio, ecc.)? Bene, allora agitate
il tutto e, al posto di un convenzionale Campari
shakerato, otterrete questo simpatico ed innocuo film.
Andiamo avanti per domande, ci sto prendendo gusto.
Scenografie? Di gran
lusso (i soldini ci sono e si vedono tutti).
Effetti speciali? Ottimi
ed abbondanti, anche se ormai non fanno più cadere
mascelle dallo stupore.
Trama? Fedele al libro,
pare... (non volevate mica che me lo leggessi, vero?)
Regia? Oddio, Chris
Columbus non è mai stato 'sto gran genio (personalmente
l'ho apprezzato più come sceneggiatore de "I
Gremlins" che come regista specializzato in film
con bimbetti, anche se "Mrs. Doubtfire"
non era poi così male e il primo "Mamma ho perso
l'aereo" si poteva guardare), ma qui è al servizio
di una storia pregna di precisi dettagli derivati
direttamente dal libro e perciò costretto a non
sgarrare (già dura 2 ore e 32 minuti,
se poi ci avesse
infilato dell'altro...).
Attori? Tutti molto
convincenti e perfettamente in parte, con qualche
inutile apparizione speciale tipo quella di John Cleese.
Certo, il truce Alan Rickman assomiglia terribilmente a
Renato Zero...
Emozioni? Evidentemente
opzionali, ma, a differenza dei pop-corn, non
acquistabili all'ingresso della sala.
NOTA DI
MERITO:
Ah, la magia! Chi non ha mai sognato da piccolo di
essere più potente del Mago Zurlì, del Mago Oronzo,
del Mago Forrest, del Mago Casanova???
NOTA DI
DEMERITO:
Esco dall'ufficio di corsa. Dai, ce la faccio, ce la
faccio!!! Corso Porta Nuova è intasata, no!! Zigzago
tra le auto che mi sembrano andare piano apposta per
farmi dispetto. Passo un semaforo giallo. Un altro.
Imbocco la strada del cinema. Trovo parcheggio quasi
davanti. Mi precipito trafelato alla cassa (non ero
sicuro dell'orario). Miseria, questo è il giorno di
riposo del mio amico che mi fa entrare "a
gratis"! Vabbè, tanto c'è sempre lo sconto Agis.
Guardo la locandina. Sì, fanno proprio "Bandits"
con Billy Bob Thornton e Bruce Willis. Ha avuto buone
recensioni e questo è l'ultimo giorno di proiezione.
Guardo il cassiere. Poi chi strappa i biglietti. Guardo
l'orologio: sono in anticipo di qualche minuto. Intanto
escono gli spettatori dalla proiezione precedente.
Riguardo l'orologio. Poi la porta d'entrata. Non entra
più nessuno. Ma proprio nessuno-nessuno. Sono l'unico
spettatore? Faccio una domanda al cassiere che mai avrei
dovuto fare: "ma il film lo proiettate anche per
uno spettatore solo?". Come non detto: Mr.Harry
Potter, arrivo...
NOTA DI
COLORE:
Da domani il prezzo dei biglietti in alcuni cinema già
aumenterà. Perché? Per abituarci all'arrotondamento
dell'Euro, no? Ma pensa un po'...
Ben, aspirante
Supergiovane
----- HARRY
POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE - Harry Potter e la pietra
filosofale di Chris Columbus - CHRIS COLUMBUS
Il cartellone natalizio del 2002 offre,
per celebrare i bimbi, veri protagonisti delle feste, ben
quattro film a loro dedicati: Harry Potter, Atlantis della
Disney, Aida degli alberi e Momo. Se sul piano del
contenuto cinematografico Momo è il film che a detta
della maggior parte della critica offre gli spunti più
interessanti, il vero trionfatore del box office è Harry
Potter, che surclassa i rivali sia per numero di slae
occupate che , conseguentemente, per affluenza di
pubblico. Tuttavia il film del discreto artigiano Chris
Columbus non convince pienamente, anzi risulta decisamente
piatto e noioso, probabilmente il peggiore del suddetto
quartetto natalizio. Tratto dal romanzo omonimo di Joanne
Kathleen Rowling , il primo della fortunata serie, il film
è, di fatto, l’anello debole di un marchingegno
finanziario altrimenti perfetto: perfetto nel
merchandising, nella pubblicità, nella diffusione, nella
inquietante prospettica longevità. Tanti personaggi
buttati nella mischia senza troppi complimenti, pronti per
un probabile sfruttamento successivo, tante situazioni
appena accennate che verranno sviluppate negli anni futuri
e la solida struttura "ad anni accademici" che
consente alla saga del piccolo maghetto mr.Potter di
candidarsi ad appuntamento fisso di Natale: ogni anno una
nuova stagione accademica da raccontare. Il problema è
che una volta in sala, al buio, con un bel cesto di
pop-corn sulle ginocchia, sopraggiunge, inaspettata, la
noia. Lo spettacolo è piatto, freddo, la narrazione
discontinua, alcuni dialoghi risultano addirittura
imbarazzanti per il ritmo "a singhiozzo" che
determinano. Conosciamo personaggi insopportabili, altri
incomprensibili proprio perché appena pennellati, e
malamente, in vista di utilizzi futuri. Insomma, l’atmosfera
fiabesca che i lettori della rowling si aspettavano si
risolve nella sola forza delle splendide scenografie, che
non basta dinanzi alla gestione confusionaria di Columbus
e collaboratori, che pasticciano con la materia a
disposizione e ci annoiano. Per vedere un grande
spettacolo, non ci resta che attendere Il Signore degli
Anelli.
Simone Spoladori
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