Ocean's eleven
di Steven
Soderbergh
con George Clooney, Brad Pitt, Andy Garcia, Matt Damon, Julia
Roberts,
Elliott Gould e Carl Reiner

Piu' che il remake di "Colpo grosso" di Lewis
Milestone, sembra un'avventura di Zio Paperone contro la
Banda Bassotti. Non si crede infatti nemmeno per un attimo
al dettagliato e geniale piano delle undici canaglie,
reclutate dal solito impeccabile e sornione George Clooney,
per svaligiare un ricco caveau di Las Vegas. Ma se la
commedia, perche' di commedia si tratta, funziona, il merito
e' anche della non credibilita' della vicenda. All'inizio
questo aspetto disorienta e irrita un po', dando l'idea di
pressappochismo, poi, pero', si fa strada l'idea che
l'intento sia di regalare una pausa cinematografica che faccia amoralmente sognare. In questo
senso la sceneggiatura gioca un po' sporco, ma lo fa con una
certa classe. Non si tratta di una normale rapina in banca,
ma della rapina a un irraggiungibile caveau di Las Vegas. Il
bottino non e' di qualche miliardo, ma di ben centosessanta milioni di dollari. Non si
tratta di ladruncoli qualunque, ma di specialisti del
settore in grado di prevedere qualsiasi mossa. Il cattivo
ovviamente e' un super cattivo, avido e senza cuore, e si
prova un sottile piacere nel vederlo in difficolta'.
Insomma, la ricetta del successo e' l'esagerazione. Non per
niente l'ambientazione e' proprio Las Vegas, il cuore del
kitsch estremo. E non a caso il cast e' "all
star", con una quantita' di divi impensabile (che hanno
l'aria di divertirsi molto) equamente distribuita in una
sola pellicola.
Cosi', tra scenografie lussuose, abiti eleganti mai
sgualciti, un soundtrack tutto jazz che conferisce un ritmo
brillante alle sequenze, e botta e risposta assai
improbabili ma efficaci, la prevedibile vicenda scivola con
leggerezza, regalando poche emozioni (la prima parte, anzi,
e' un po' noiosetta) ma una buona dose di simpatia.
Anche Steven Soderbergh, dopo gli impegnati "Erin
Brockovich" e "Traffic", sembra essersi
voluto prendere una vacanza. In realta', pero', il suo
disimpegno e' solo apparente. Oltre a dirigere con un certo
brio una storia fuori dai suoi canoni, ne cura anche la fotografia, sotto l'anonimo pseudonimo Peter Andrews. Resta
un dubbio: se al posto del fascino dei divi in libera uscita
ci fossero stati degli sconosciuti in un'anonima provincia,
il risultato sarebbe stato lo stesso? Ai posteri l'ardua
sentenza! Intanto godiamoci una commedia senza sorprese, ma
scritta, interpretata e diretta con professionalita'.
Luca Baroncini
----- Ocean's
eleven - OCEAN'S ELEVEN do Soderbergh con Brad Pitt-BRAD
PITT, George Clooney - CLOONEY, Julia Roberts - ROBERTS
Daniel Ocean esce di prigione e riunisce una squadra di
talenti del crimine, per mettere a segno il più complicato
colpo della storia: derubare il multimiliardario Benedict,
svaligiandone il super blindato caveau del Casinò, nel
cuore di Las Vegas.
Pochi tratti essenziali, bastano a Sodebergh per consegnarci
un ennesimo successo.
Il ritmo è incalzante già dalle prime sequenze, e la
sceneggiatura si arricchisce via via di personaggi
singolari; ognuno ben delineato e distinto dal gruppo.
Attori più o meno famosi, incarnano il team del sempre più
fascinoso Clooney, mantenendo sempre un'aria scanzonata e
mai pretenziosa. Ritratti umani, divertenti e credibili, in
tutte le loro debolezze.
Il colpo di scena nel colpo di scena, non è mai assurdo, nè
inverosimile, ma sorprendentemente plausibile; un omaggio
all'estro e al genio umani.
Niente di immorale in fondo, parteggiare per i ladri, quando
la sfida è comunque fra criminali, più o meno simpatici.
Dopo la collaborazione in "Out of sight", Clooney
torna a lavorare con Sodebergh, così come fa la Roberts,
dopo il successo di "Erin Bronckovich". Entrambi
non deludono, e bucano lo schermo senza farsi ombra.
Idem per Andy Garcia, nell'inedito ruolo di supercattivo.
Un cast di superbelli (Brad Pitt quarantenne, non perde
un'oncia di fascino) gestito con tanto mestiere, da non
risultare solo una gioia per gli occhi.
Fantastico Elliot Gould, nel ruolo del pacchiano boss Ruben.
In una stagione così ricca di action movies, "Ocean's
eleven" surclassa le altre produzioni, a partire da
"The score", noioso e deludente.
L'uso del digitale, rende ancora più credibili le immagini
della rapina, quasi un documentario!
Maggie
***
spoiler alert: level 1
Il solito film incentrato sul solito grande colpo con i
soliti furfanti simpaticoni con la solita prima parte
del solito reclutamento della banda e la solita seconda
parte con i soliti colpi di scena ed i soliti
contrattempi? Esatto, al solito. Però almeno tre
stellette questo film se le guadagna alla grande (e
forse sono stato un po' avaro...) perché, ragazzi, qui
la classe non è acqua: per non sbagliare il sempre più
abile regista (e sempre meno "indipendente"
come agli inizi della carriera -ma questo non
necessariamente è un male, anche perché si possono
realizzare i film che si desiderano solo in due casi:
quando non si hanno tanti soldi o quando se ne hanno a
palate...-) Steven Soderbergh chiama alla sua corte la
crema degli attori che "tirano", cioè coloro
che da soli riescono a portare pubblico nelle sale, li
paga poco e li fa divertire divertendo. Ok, la
sceneggiatura non è esattamente così brillante come ci
si poteva aspettare, però il prezzo del biglietto
(magari ridotto) questo film lo vale eccome. Una
pellicola che intriga lo spettatore maschile per la
trama e quello femminile (anche) per i figaccioni che la
interpretano. Certo, non tutto è di prima mano, ma con
la pochezza dell'offerta del Natale di quest'anno...
DA TENERE: Il fascino
decisamente retrò di questo film, che in un sol boccone
si pappa l'altro film sul solito grande colpo visto lo
scorso autunno, cioè quel miserello "The
score" interpretato da De Niro, Norton e Brando.
DA BUTTARE: Tutto quello che
avete letto fino ad ora su questo film, e cioè che è
un remake del vecchio "Colpo Grosso" con
Frank Sinatra, Dean Martin e Sammy Davis Jr. Tutte
storie: il film era originariamente interpretato da
Umberto Smaila e da Maurizia de las Noche. Ah ah ah ah
ah... Vabbè, mi sa che sto perdendo di credibilità...
NOTA DI MERITO: Un grandioso
quanto eccentrico Elliott Gould ed un insospettabile
Carl Reiner (autore ed attore in attività negli anni
'50, nonché responsabile del successo di Steve Martin
grazie alle regie di diversi film da questo interpretati
e papà del più talentuoso regista, ma anche attore,
Rob Reiner: "Misery", "Stand by me",
"Harry ti presento Sally", "Codice
d'onore", ecc. ecc. ecc.)
NOTA DI DEMERITO: Non concepisco
le battutine idiote nelle recensioni.