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SPY GAME
di
Tony Scott
con
Robert Redford, Brad Pitt e Catherine McCormack.
*** spoiler alert: level 1
Prima
mezz'ora folgorante: veniamo immediatamente catapultati
all'interno di un gioco senza tregua fatto di cose dette
e non dette, di telefonate in codice, di fascicoli che
celano chissà quali informazioni e, in parallelo,
seguiamo la vicenda dell'altro protagonista impegnato in
una missione a dir poco ardita. Penso subito:
"Forse Tony Scott in fondo non è il fratello
stupido di Ridley (Blade Runner, Alien, Thelma &
Louise, I Duellanti, Il Gladiatore) come si è sempre
pensato". In parte è vero. Tony è l'anima più
"commerciale" dei due (nel senso che non ha
ancora firmato nessun capolavoro a differenza del
fratello), anche se pure Ridley ha fatto le sue
marchette (Soldato Jane, 1492 La conquista del Paradiso,
Hannibal); eppure col tempo si sta dimostrando un
regista molto intuitivo per quanto riguarda il successo
di cassetta (Top Gun, L'ultimo Boy Scout, Nemico
Pubblico, Una vita al massimo). Questo film ne è
l'ennesima conferma: prodotto di buona fattura, con
altissimi picchi e cadute di tono purtroppo dovute ad
una sceneggiatura che non sempre tiene desta
l'attenzione dello spettatore. E questo, in un film di
spionaggio, è imperdonabile. Però se volete una
pellicola non troppo banale, con un Robert Redford in
ottima forma ed un "adeguato" Brad Pitt che
non vorrebbe sembrare un fotomodello (anche se sembra
che dica "hey, guardatemi, sono figo, ma sono lo
stesso credibile come spia a Beirut, vero?"),
ed una spy-story in fondo poi non così malvagia,
beh, correte al cinema! Magari allo spettacolo di prima
serata, altrimenti la digestione potrebbe giocarvi
brutti scherzi, tipo una bella pennichella....
DA TENERE: Robert Redford è
stato il protagonista di uno dei più bei film di
spionaggio di sempre; "Spy Game" non
sarà "I tre giorni del Condor", ma è sempre
bello vederlo in parti come queste piuttosto che in
quelle sdolcinate tipo "L'uomo che sussurrava ai
cavalli" o "Proposta Indecente"...
DA BUTTARE: Le donne nelle
storie di spie fanno sempre casini: qui il ruolo
femminile ha la colpa di rallentare la tensione durante
uno degli innumerevoli flashback. Scusate, ma i
spy-movie sono per uomini duri...
NOTA DI MERITO: L'aver unito due
generazioni di biondi e fascinosi attori, anche se
Redford aveva già diretto Pitt nel per me inutile e
pretenzioso "In mezzo scorre il fiume" (e non
ditemi, come fece quella mia amica all'epoca, "Però
la fotografia è molto bella", altrimenti vi compro
una cartolina di un paesaggio).
NOTA DI DEMERITO: Per cortesia,
nessuno usa più i colori seppiati e desaturati per i
flashback... Fa tanto video da matrimonio...
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