TOMB RAIDER
di
Simon West
con
Angelina Jolie, Jon Voight (ma proprio per dire "c'è
anche papà..."), Iain Glen.
**1/2
spoiler alert: level 1

Film tratto da un arcinoto videogame.
Ecco, basterebbe questo per chiudere qui la recensione.
Se qualcuno ha qualche dubbio, cortesemente cerchi nella
propria memoria qualche pellicola interessante tratta
da videogiochi: Mortal Kombat, Super Mario Bros., Street
Fighter..? Devo continuare? Ecco, qui ci sono un sacco
di soldi in più, il fascino pettoruto (con reggiseni
ben imbottiti) della protagonista, altissima tecnologia,
eccezionale maestria tecnica nel girare le scene
d'azione e... basta. Storia? Attori? Brividi? Tutti
gadget non in vendita con questo innocuo ed etereo
giocattolone. Se proprio siete in cerca di emozioni,
inserite il cd del vero gioco nella vostra Playstation,
o PC che sia, e buona partita!
DA TENERE: Angelina è proprio
caruccia, questo è innegabile. Certo, i suoi labbroni
in primissimo piano in Cinemascope fanno un po'
impressione, ma sicuramente suo marito Billy Bob
Thornton non sarebbe d'accordo con questa mia
affermazione. Sigh...
DA BUTTARE: Dovevo andare alla
toilette; ho provato a mettere in pausa e salvare, ma
non c'è stato nulla da fare...
NOTA DI MERITO: La scena della
casa di Lara Croft invasa dai cattivoni di turno è
girata davvero molto bene, poi subentra una certa
noia...
NOTA DI DEMERITO: Sembra di
essere al Luna Park, quando una giostra ti deve stupire
nel più breve tempo possibile; qui ci tentano, con
risultati non sempre soddisfacenti, in ben 100 minuti.
Ben, aspirante
Supergiovane
----- TOMB
RAIDER - tomb raider con Angelina Jolie, ANGELINA JOLIE, Jon
Voight
Da "Super Mario Bros", passando per "Street
Fighter", fino ai vari "Mortal Kombat", i
videogiochi non hanno portato molta fortuna al cinema. Come
se la mancanza di interattivita' impedisse ogni forma di
coinvolgimento. Ed e' cosi' anche per l'adrenalinica eroina
Lara Croft, che pur cimentandosi in mille acrobazie sullo
schermo, non
scalda il cuore e non accende la fantasia. Ennesima colpa di
una produzione che punta esclusivamente sull'immagine, non
preoccupandosi minimamente di raccontare na storia e di
portare lo spettatore a vivere l'avventura insieme alla
protagonista. Ecco quindi tante sequenze affiancate l'una all'altra in
modo molto approssimativo, con l'unico collante di location
esotiche, musiche simil-tecno e gadget avanguardistici. Ma
poco importa. Cio' che conta sembra essere unicamente lei:
Angelina Jolie alias Lara Croft. Pronti ... via: sulla
slitta, appesa a un filo, sotto la doccia, sulla jeep, in
moto, in Cambogia, a Venezia, in Inghilterra, eccetera,
eccetera. La grintosa e languida Angelina Jolie riesce con
determinazione ad interpretare la fisicità dell'eroina
virtuale, ma non la rende interessante. Sempre sicura di se, senza un
attimo di esitazione, sempre al posto giusto nel momento
giusto, questa "donna che non deve chiedere mai"
appare troppo inattaccabile per destare il benchè minimo
interesse. Lo stesso James Bond, per fare un esempio di eroe
invulnerabile, sdrammatizza l'impossibilita' delle sue
azioni grazie ad una buona dose di ironia.
La colpa, però, e' solo in parte della diva americana. La
sceneggiatura, infatti, e' di una banalità sconcertante e
prevede una sorta di caccia al tesoro dove in palio c'e' la
possibilità di diventare padroni del tempo (uh! che novità!).
Da una parte i buoni, dall'altra i cattivi, tutti alla ricerca di un potente
triangolo di pietra. Le lunghe e noiose sequenze d'azione,
prive di qualsiasi tensione, sono inframmezzate da
siparietti dove i dialoghi prevedono battute tipo
"Porco cazzo!", "Porcaccia!", "Nel
ventre della balena e fuori dal culo del demonio!" (certo, il doppiaggio non
aiuta!). E così tra occhi onniveggenti, tempeste del tempo,
triangoli magici, si spera stancamente di vedere calare la
parola fine su questo baraccone privo di magia, mistero,
interesse, sensualità e con un fascino legato
esclusivamente al marketing. Il pubblico nelle prime
settimane accorre in massa, ma il passaparola non lo premierà. E anche l'appassionato giocatore di videogame,
forse, preferirà tornare al suo jostick, in un mondo dove
l'eroina e' virtuale, ma almeno muta, e la fantasia non si
e' ancora scontrata con una roboante ma soporifera realtà.
Luca Baroncini
Una Non-recensione del film, ad alto tasso volgarico, a cura del mitico Eugenio...
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