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Black Hawk Down
di R.Scott
con Josh Hartnett, Ewan McGregor, Tom Sizemore, Sam
Shepard
*
spoiler alert: level 1
Che
noia che barba, che barba che noia... E' come quando una
persona urla; se lo fa una volta può anche
attirare l'attenzione, ma se lo fa sistematicamente, di
continuo, nessuno ci farà più caso. Lo stesso vale per
questo film: qualche scena di guerra fatta bene di certo
potrebbe emozionare, coinvolgere, ma quasi due ore e
mezza di incessanti sparatorie no. Si rimane
anestetizzati, emozionalmente abulici di fronte ad uno
spettacolo di morte spesso veritiero, ma altrettanto
spesso così vicino alla realtà di un
videogame. Ho guardato l'orologio più volte nella vana
speranza che il tempo potesse scorrere velocemente
quanto i proiettili nel film: niente da fare. Lo
ammetto, non amo particolarmente le pellicole di guerra,
però riponevo una discreta fiducia nelle capacità
ritrovate di Ridley Scott come narratore di grandi
storie e come regista popolare e raffinato al tempo
stesso. Sì, indubbiamente sa girare bene, sa costruire
una scena, l'inquadratura è sempre quella giusta (benché
qualcuno potrà erroneamente scambiare "Black
Hawk Down" per un film-documentario), la fotografia
è al solito impeccabile, il montaggio del nostro premio
Oscar Pietro Scalia è ineccepibile però... però...che
noia!!
DA TENERE: Solo le classiche
note tecniche di cui sopra e forse l'intenzione di
raccontare un fatto realmente accaduto, pur se sotto un
punto di vista inevitabilmente di parte. Fine.
Anzi, "this is the end...".
DA BUTTARE: Ora ho capito:
Ridley Scott voleva dimostrare che sa pisciare più
lungo di Steven Spielberg! Nel film "Salvate
il soldato Ryan" Spielberg ha girato la
straordinaria sequenza di battaglia iniziale di venti
minuti? "Benissimo -avrà pensato Scott- ed io la
dilato fino a farci un film di due ore e venti!".
NOTA DI MERITO: Non sapete come
convincere le vostre ragazze ad accompagnarvi a vedere
questo filmaccio di guerra? Dite loro che è pieno zeppo
di figaccioni (un critico americano ha detto che sembra
il catalogo di "Uomo Vogue")! Almeno loro si
rifaranno gli occhi...
NOTA DI DEMERITO: Nel pieno
della battaglia (cioè una parte qualsiasi della
pellicola) un soldato, dopo un'esplosione, non ha più
il corpo dalla cinta in giù, è completamente
maciullato e gli manca pure un braccio, ma trova la
forza di sussurrare ad un suo compagno "Dite
alle mie figlie che sto bene...". E muore. Cioè la
fine che dovrebbe fare lo sceneggiatore idiota che nel
2002 ha ancora il coraggio di scrivere battute come
questa. E purtroppo non è la sola nel film... Che noia
che barba, che barba che noia...
Ben, aspirante
Supergiovane
----- Black
Hawk Down - BLACK HAWK DOWN di Ridley Scott - RIDLEY SCOTT
Ci si sente forti, lassu' nel cielo, a dominare terra e
mare volando talmente bassi da vedere i volti delle persone,
ancora abbastanza lontani da non dover
"ingaggiare" rapporti di qualunque tipo con loro.
Si sentivano forti gli americani, volando su Mogadiscio,
dominando dall'alto l'ennesima citta' di baluba assatanati
dalla voglia di sangue e di potere.
Ma anche i Black Hawk cadono, e insieme a loro
progressivamente cade il film, che perde la sua compatta
bellezza e allenta il ritmo in una serie infinita di corse e
sparatorie, con il pathos che si sfilaccia e muta piano
piano in noia (e tremenda retorica negli ultimi quindici
minuti).
Non e' certo un film pro-americano: e' il racconto per
immagini di una bruciante sconfitta, talmente dolorosa e
ingestibile politicamente ad aver costretto gli USA a non
scendere piu' in campo laddove fossero necessarie forze di
terra. Kabul se la sono ripresa i mujahddin, non dimentichiamocelo.
Non fa male ricordare che anche i soldati USA sono ragazzi
che soffrono, muoiono e si cagano sotto dalla paura; e'
piacevole vedere la rabbia dei somali messa in scena quasi
oggettivamente, percepire uno sguardo piu' distaccato del
solito, ben simbolizzato da un uomo anziano che,
trasportando un bambino morto, taglia la strada alle truppe
ormai in fuga che cercano di tornare indietro.
Dall'aria alla polvere, dalle risate al sangue, dalla
sicurezza al disastro: se Scott non fosse cosi' affascinato
dalla guerriglia e avesse rinunciato a un'ora di film,
sarebbe stata una grande riflessione su che cosa veramente
possiamo fare noi "occidentali" in situazioni del
genere.
Mafe
------ Black
Hawk Down - BLACK HAWK DOWN di Ridley Scott - RIDLEY SCOTT
Per gli amanti dei film di guerra, delle atmosfere militari
e dell'azione, è impossibile perdere l'ultima fatica di
Ridley Scott.
Oltre due ore di pura adrenalina, paura e sangue, che
impazzano sullo schermo, concedendo allo spettatore
sporadici quanto brevi, momenti di tregua. L'azione nel
cuore di Mogadiscio, documentata dai giornale d'epoca, si
trasforma nella bara della gran parte dei militari impegnati
nell'operazione.
Le orde di indigeni che, sbucando da ogni angolo di strada,
attaccano con ogni arma, anche le pietre, i soldati
americani, hanno un che di zombesco, ed incarnano
correttamente l'ineluttabilità di certi eventi. Purtroppo,
non si tratta di un film fuori dal coro. Scott torna a
proporlo in perfetto stile "Full Metal Jacket", a
dieci anni di distanza dall'esaurimento del filone, senza
per questo riuscire a ridestare nulla di significativo.
Lo splatter regna sovrano, e dita mozzate, torsi squarciati
e mani volanti, non fanno che annoiare lo spettatore. La
scena dell'operazione sull'arteria femorale a mani nude, è
l'unica che gela il sangue, ma non per via della crudezza
delle immagini (simili ad un documentario di chirurgia),
quanto per l'urlo agghiacciante del ragazzo operato, che in
pochi secondi, e nessuna parola, materializza il soffio
della vita.
I personaggi sembrano già visti, e la vita nelle camerate,
è tristemente banale. L'unica elemento interessante che
trapela, è la paura di tornare "nella mischia",
che accompagna lo spettatore, anche fuori dalla sala.
Nonostante questo, la colonna sonora, come le riprese degli
elicotteri non emozionano ("Apocalypse Now" resta
comunque un'altra cosa...).
Maggie
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