Obiettivo Mortale
di Richard Brooks
Visivamente, orribile. Siamo al livello di un telefilm
anni 70, una di quelle serie che oggi godiamo come camp;
scene di massa con venti persone; sequenze d'azione di
incredibile goffaggine; la Casa Bianca più povera mai vista
al cinema; una città mediorentale che è chiaramente Los
Angeles; molte scene di repertorio. Il titolo non potrebbe
essere più banale - ma questa non è colpa di Brooks: il
titolo originale era il curioso Wrong is Right. Gli attori -
tutti caratteristi visti centinaia di volte - ci danno
dentro con gusto ma stanno recitando delle caricature. Il
protagonista, a dire il vero, è Sean Connery: ma nell'82
era nella parte bassa della sua carriera, non più Bond e
non ancora Zeus.
Scritto, diretto e prodotto da Richard Brooks:
apparentemente un praticone di Hollywood con solido
mestiere, capace di muoversi in tutti i generi con
disinvoltura ma senza grande impatto individuale. La
particolare bruttezza di questo film, viene da sospettare,
potrebbe essere intenzionale, oltre che dettata da un budget
ridicolo.
Allora, perchè vederlo?
Non so se vi è mai capitato di leggere le profezie di
Nostradamus. Un tempo queste cose mi appassionavano. A
differenza di altri 'profeti' con Nostradamus l'impressione
che davvero vedesse qualcosa del futuro è fortissima. Si
incontrano quartine o singole righe che paiono riferirsi con
estrema precisione ad eventi attuali o del xx secolo, ma
mescolati e riarrangiati in forme incomprensibili. Come se
lui vedesse chiaramente e offuscasse deliberatamente,
oppure, al contrario, vedesse per frammenti e non capisse
quello che vedeva (immaginate una persona del 500 che possa
vedere tutte le puntate di Blob - che idea si farebbe
dell'oggi?). In questo film abbiamo la lotta per il potere
all'interno di un paese petrolifero arabo; l'organizzazione
terroristica di un fondamentalista islamico pazzo, Raffik;
kamikaze lanciati contro gli Stati Uniti; due bombe atomiche
contro il World Trade Center; un'americana arruolata fra i
terroristi islamici; lo scatenarsi degli USA nella War on
Terror dietro cui si nascondono gli interessi petroliferi;
le manovre della CIA, che alla fine scopriamo aver avuto il
gioco in mano fin dall'inizio; la prima apparizione di
personal computer in contatto fra di loro (probabilmente la
prima comparsa cinematografica di Internet - ma qui ce l'ha
solo la CIA); soprattutto la presenza continua e decisiva
della televisione e dei sondaggi; oltre che a tocchi più
datati come il Watergate e la crisi petrolifera. Insomma, un
caleidoscopio in cui le immagini degli ultimi mesi appaiono
in nuove combinazioni ed accostamenti. Per usare una parola
americana, uncanny. Il dialogo è spesso brillante con
parecchie battute notevoli e la trama, una volta stabilito
il setting satirico, è solida e coerente - al confronto il
celebrato Wag the Dog (da noi conosciuto come Sesso e
Potere) è una storiellina esile che non sta in piedi cinque
minuti. Nel film di Brooks un Presidente può andare nei
guai per aver autorizzato un omicidio, oppure per aver messo
in pericolo i rifornimenti petroliferi; nel film di Levinson
(certo più gradevole alla vista) non è in gioco nulla di
più importante delle scappatelle sessuali del Presidente e
la guerra in realtà non viene combattuta (un po' come la
differenza fra i Tre Giorni del Condor, che senza enfasi fa
sembrare la CIA veramente pericolosa ed importante, e film
recenti come Nemico Pubblico e Spy Game, in cui la denuncia
è solo parte dell'intrattenimento e non ci fa alcuna
impressione). Insomma, se vi capita di trovarlo su qualche
tv locale o in qualche remainder di vecchi video che non
vuole più nessuno, direi che ne vale la pena.
Stefano Trucco
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