Amnesia
di Gabriele Salvatores

Che a Salvatores piacciano le ambientazioni mediterranee si sapeva; che ci tenga a ribadire il concetto, non c'è nulla di male, ma almeno dica qualcosa di nuovo.
Si porta dietro il suo carrozzone d'attori, come la copertina di Linus, arricchendolo però di una petulante Martina Stella... Che tristezza.
"Amnèsia" non è male, si salva soprattutto in un finale tra il serio e il faceto, che tampona l'effetto devastante di quello che sembra un tentativo di fare della psicologia spiccia, puntando il dito sul rapporto genitori figli.
Buon ritmo, soprattutto nel secondo tempo, grazie anche a Sergio Rubini... satiretto tarantolato, con la zazzera da monello.  Un pò sul patetico, la scena della devastazione del roseto: un teppista come quello, capace al massimo di sfogarsi su un metro quadro di giardino? Ma mi faccia il piacere! Anche l'uso del digitale sembra eccessivo; se ne poteva fare a meno.
Il problema di "Amnèsia" forse, è che ha il sapore dell'ibrido: nè noir, nè poliziesco, nè On-the-road, nè commedia. Sembra un tentativo di tarantinaggio dei bei tempi andati, ma in sintesi non lascia il segno.
Maggie

---- AMNESIA di GABRIELE SALVATORES con DIEGO ABATANTUONO e SERGIO RUBINI

Attorno al funerale di un amico, nascono e s'intrecciano storie di padri e figli. e droghe.
Serrato, incalzante, divertente e intelligente, amnesia è certamente un grande film. Salvatores si conferma un regista "internazionale" e nello stesso tempo uno dei maggiori autori di commedie italiane. amnesia conferma le impressioni positive di nirvana: giocando abilmente coi generi (e qua si arriva addirittura al tarantino-style), il regista costruisce un perfetto meccanismo cinematografico di contaminazione e relazione con le commedie degli esordi. pur con qualche difetto di sceneggiatura (dialoghi), amnesia coinvolge e appassiona lo spettatore con il suo ritmo e un'indiscutibile bellezza formale. la fotografia è un altro punto di forza del film. il finale, solito, una debolezza. ma non rovina niente.  Gli attori: la stella, capisco, è un tantino irritante, sia come
personaggio sia come modo di recitare. però funziona molto bene, e sorprendentemente nella seconda parte si defila. alla fine non posso che essere soddisfatto. splendida, a quasi 40 anni, alessandra martines, attrice convincente e donna bellissima. sergio rubini, e lo dico ufficialmente, è il mio sex symbol. è stupendo. Il consiglio di andarlo a vedere è scontato. spero che mi senta anche soderbergh, perché, alla luce di traffic, avrebbe molto da imparare da amnesia.
Holden

---- AMNESIA di GABRIELE SALVATORES con DIEGO ABATANTUONO e SERGIO RUBINI

Salvatores viaggia, si sposta, si allontana. Evade. I suoi film sono un'alternativa a ciò che in realtà quotidianamente ci circonda con la propria lunga e tetra ombra. Le sue sono visioni, visioni luminose ma reali, di mondi possibili, sebbene esistenti lontano chissà dove, chissà quanto da noi. Ma non sono idilli, ben inteso: da Mediterraneo ad Amnesia, passando per l'esotico fino al cibernetico - purché non sia il solito sfondo davanti a cui siamo abituati ogni mattina a stropicciarci gli occhi - in scena ci vanno sempre rapporti umani maledettamente attuali e quotidiani, che hanno un sapore meno acido solo perché isolati in un contesto così avulso da renderli quasi innocui ai nostri nervi. E' sempre vera vita però, a volte più convincente, a volte meno, ma pur sempre vita.
Amnesia continua questo lungo viaggio del regista, approdato questa volta in un'isola, fatta di terra selvaggia e incolta, dove l'orrore della metropoli è lontano e l'unica industria che si fa viva, anche se non in modo asfissiante, è quella turistica. Strade sterrate che collegano discoteche a chiese nel deserto, misere capanne a ville lussuose, sono crocevia di storie umane e avventure che trovano il proprio comun denominatore, volente o nolente, in una valigetta nera ripiena di chili di cocaina.
La valigetta muove l'azione e permette l'intreccio di più vite, che altrimenti niente avrebbero da spartirsi, ma il resto, cioè l'essenza del film, è complessità di rapporti, sogni, stili di vita, trasgressione spudorata, esibita oppure celata, vissuta. Il tutto visto in modo non certo analitico e nemmeno troppo in profondità, ma in modo evocativo, con la forza sintetica di chi è in grado di fingere di raccontare una storiella, mentre in realtà sta raccontando sentimenti.

Tutto ciò risulta perfetto quando la sceneggiatura e le interpretazioni degli attori lo permettono, un po' meno se queste vengono a mancare. Possiamo dire che in Amnesia forse a mancare c'è qualche prova recitativa - il solitamente grandissimo Sergio Rubini personalmente è apparso un po' sottotono e la Martinez…bah, da lei ci si aspetta ben altro - ma l'insieme è sempre di ottimo spessore.
Al di là delle interpretazioni infatti Salvatores sa usare molto bene la macchina da presa a seconda della situazione e lo dimostra anche in questa ultima prova passando, con grande padronanza del linguaggio, dal registro statico e desolato dell'incipit, nel quale la terra sembra duellare con l'uomo in un western di sgambetti e incidenti, fino all'accostamento, la sovrapposizione e il movimento di più immagini - quasi uno spot telefonico di "Tele2" piuttosto che un film - in armonia con le scene psichedeliche ambientate in discoteca.
Da evidenziare Martina Stella (la figlia di un regista di film porno), per fortuna non una meteora, che si destreggia tra la vis comica di Abatantuono (il padre regista) con una prova convincente. Ottimo anche il secondo duetto, protagonista della seconda parte del film, dove all'ironia e la leggerezza fanno posto la tensione del braccio di ferro tra un padre (il capo della polizia) e suo figlio: imposizione contro libertà, dipendenza e autonomia, controllo e anticonformismo.
Il destino darà un finale (e forse anche una morale?) a ciascuna storia, chiudendo un altro viaggio esotico e lontano, tra sogni e illusioni, scontri e incomprensioni di un'isola molto meno isolata e più vicina a noi di quanto non sembri.
Francesco Rivelli

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