Il film denuncia di Giuseppe Ferrara
I banchieri di
Dio - Il caso Calvi
di Giuseppe Ferrara (Storico-Drammatico/Italia/2001/130min)
con Omero Antonutti, Pamela Villoresi, Giancarlo Giannini,
Alessandro Gasmann, Rutger Hauer.
Produzione:†Sistina Cinematografica - Distribuzione:†Columbia
Tristar - Data di uscita:†08 Marzo 2002 (cinema)
Un chiodo fisso quello di Giuseppe
Ferrara che si è tolto dopo 15 anni, riuscendo finalmente a
far uscire il suo film nelle sale, dopo bocciature e
polemiche. Sette anni dopo "Segreto di Stato" in
cui denunciava i guasti dei servizi segreti italiani,
Ferrara ritorna sulla storia politica d'Italia degli anni
'80, tra bancarottieri, monsignori e faccendieri, e racconta
la storia di Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano
dal 1975, arrestato nell''81 per il fallimento del Banco,
condannato a 4 anni di reclusione e 15 miliardi di multa,
fuggito all'estero e infine trovato impiccato il 18 giugno
del 1982 sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra. Dopo aver
raccolto un'enorme mole di dati ed informazioni non solo su
Calvi ma anche sul Banco Ambrosiano, lo IOR, l'Opus Dei e la
Massoneria, Ferrara sí inerpica per le ripide pendici di un
caso sul quale la giustizia italiana non ha fatto ancora
oggi piena luce, nelle cui maglie era rimasto, sebbene per
poco, intrappolato persino il Vaticano. Un film nel quale
c'Ë tutto: dalla P2, all'attentato al Papa, alla guerra
delle Falklands. Tra comparsate e camei passano sullo
schermo personaggi politici come Andreotti, Craxi, o
bancarottieri come Michele Sindona e la vicenda di Calvi si
dipana, o sarebbe meglio dire si complica, tra agenti
segreti tuttofare come Francesco Pazienza e ambigui
faccendieri come Flavio Carboni, mentre i responsabili della
banca vaticana Paul Marcinkus e il suo braccio destro
Mennini si assicurano la salvezza con giochi di firme e di
potere. Come fu per "Il caso Moro" Ferrara svolge
indagini con il suo film e tira le proprie conclusioni.
(Valeria Chiari/www.filmup.com/***)
Calvi, in un film l'Italia dei misteri
Un film che Giuseppe Ferrara aveva in
mente dal lontano 1987. E adesso, dopo ben quindici anni di
rinvii, di stop e di grane, esce I banchieri di Dio,
la pellicola sulla vita e la storia di Roberto Calvi. Il
fatto che quella de protagonista sia una delle figure più
controverse della nostra storia recente, giustifica le
dichiarazioni del regista, che, alla presentazione della
pellicola prevista per l'8 marzo, rivela: ''Ë stata
squarciata la coltre di compiacenza e di omertàche da
anni impedisce la celebrazione del processo sull'omicidio
Calvi''. Per chi ha qualche anno in meno, vale la pena di
ricordare che Roberto Calvi, soprannominato il banchiere di
Dio, Ë stato trovato trovato impiccato a Londra, sotto il
ponte dei Frati Neri, il 17 giugno del 1982. Dopo una lunga
inchiesta fitta di punti controversi che lo vedeva implicato†nella
Loggia P2 in qualità di presidente del Banco Ambrosiano.
Una storia che, insieme a quella dell'altro banchiere legato
alla Loggia di Licio Gelli, Michele Sindona, presenta ancora
diversi punti oscuri. Il film, sottolinea Ferrara (autore di
Cento giorni a Palermo, Il caso Moro e Giovanni
Falcone), ''spalanca una finestra sulla verità di una
vicenda di rilievo della prima repubblica''. La
sceneggiatura Ë siglata dallo stesso Ferrara con Armenia
Balducciò e il ruolo di Calvi (oggi affidato a Omero
Antonutti) era destinato a Gianmaria Volontè. Ma la morte
dell'attore e la diffidenza dei†produttori, da Berardi a
Cecchi Gori, non hanno scoraggiato Ferrara, che, anzi, ha
allargato la storia ai complessi rapporti di Calvi con
Sindona, Marcinkus e il Vaticano agli intrecci con la mafia,
la P2 di Licio Gelli. La svolta,†l'anno scorso, con i 4
miliardi e 800 milioni del fondo di garanzia e gli altri
soldi raccolti dal produttore Enzo Gallo della Sistina
Cinematografica con il contributo di Rai Cinema e Tele+ e
della Film Commission piemontese. Ecco il film, un†thriller†interpretato,
tra gli altri, da Pamela Villoresi (Clara, moglie di Calvi),
Rutger Hauer (Marcinkus), Giancarlo Giannini (il faccendiere
Flavio Carboni) e Alessandro Gassman (Francesco Pazienza):
''Nel momento storico attuale - sottolinea Ferrara - in cui
assistiamo alla manipolazione di ogni aspetto della vita
pubblica, e anche delle coscienze, il film sui finanzieri
dei poteri occulti†Ë un fatto antimanipolatorio per
eccellenza''.
'Screen', Bellocchio e Ferrara Al Festival Di Cannes
Londra, 28 feb. (Adnkronos) - "L'ora
di religione" di Marco Bellocchio e "I banchieri
di Dio" di Giuseppe Ferrara sono tra i film in pole
position indicati da 'Screen international' per partecipare
al prossimo festival di Cannes che dovrebbe vedere un'ascesa
di pellicole provenienti da Cina, Thailandia e Corea e una
retrospettiva dedicata ad Anthony Quinn. Secondo
l'autorevole rivista cinematografica, il film di Ferrara
potrebbe competere nella sezione "Un Certain Regard".
Tra gli altri film che dovrebbero essere in competizione
sulla Croisette (dal 15 al 26 maggio), secondo 'Screen',
"Spider" di David Cronenberg, "Ararat"
di Atom Egoyan, "The pianist" di Roman Polanski,
"Untitled" di Abbas Kiarostami, "The Honest
Thief" di Neil Jordan (fuori concorso), "East Of
Harlem" di Jim Sheridan, "Cafe' Cortado" di
Arturo Ripstein, "The Bear's Kiss" di Sergei
Bodrov, "All Or Nothing" di Mike Leigh, "Sweet
Sixteen" di Ken Loach, "Magdalene" di Peter
Mullan, "24 Hour Party People" di Michael
Winterbottom, "Love Sex Drugs & Money" di Guy
Ritchie, "Insomnia" di Christopher Nolan, "28
Days Later" di Danny Boyle, "Revenger's Tragedy"
di Alex Cox, "Hollywood Ending" di Woody Allen,
"Full Frontal" di Steven Soderbergh, "Femme
Fatale" di Brian De Palma, "Gerry" di Gus Van
Sant, "Frida" di Julie Taymor e "Assassination
Tango" di Robert Duvall. Presidente della giuria del
Festival e' David Lynch.
I BANCHIERI DI DIO
Chi ha assassinato Roberto Calvi? Chi ha
dato l'ordine di farlo fuori? Cosa conteneva la famosa
valigetta nelle mani del faccendiere Carboni? Misteri
inghottiti dalle acque del Tamigi, a partire da quel 17
giugno dell' 82 quando il cadavare del presidente del Banco
Ambrosiano venne trovato sotto il ponte dei Frati Neri, a
metà strada tra il Parlamento e la Torre di Londra. Oggi,
a vent'anni dall'accaduto, il film di Giuseppe Ferrara ci
riporta a quel periodo tra i più intricati e misteriosi
della nostra storia recente. Non c'Ë un caso da riaprire,
due sentenze hanno già detto quasi tutto, semmai è una
vicenda "esemplare" che aiuterà a capire meglio
anche la realtà di oggi. Una storia che aspetta da tredici
anni di sbarcare al cinema, perchè il progetto di Ferrara
Ë in cantiere da tempo e per varie ragioni Ë stato sempre
bloccato. E' il bravissimo e anche molto somigliante Omero
Antonutti a restituire un Calvi sconfitto abbandonato dagli
"altri", altri che sono Ortolani, Gelli e Sindona.
Dal carcere di Lodi dove finisce nel maggio dell'81 le sue
dichiarazioni tirano in ballo politici di governo ed ecco
che nel film vediamo comparire sosia di Craxi, Andreotti,
Piccoli e Forlani e nemmeno il Pci esce indenne dalla
vicenda, al partito sono andati "in prestito" 35
miliardi di cui quattordici mai restituiti. La messa in
scena del finto suicidio non risparmia a Calvi la condanna a
quattro anni per esportazione illegale di capitali. In
libertà provvisoria il banchiere sente che tutto sta per
crollare da un momento all'altro e "il buco"
dell'Ambrosiano ammonta ormai a 1.400 milioni di dollari. I
faccendieri Francesco Pazienza (Alessandro Gassman) e Flavio
Carboni (Giancarlo Giannini), chiedono denaro a tamburo
battente per corrompere la magistratura, mentre l'eminenza
grigia, il vescovo Marcinkus (Rutger Hauer), ricambia
antichi e cospicui favori - i famosi 900 milioni di dollari
a sostegno di Solidarnosc- emettendo dallo Ior lettere di
garanzia che sedano temporaneamente il mercato azionario.
Dopo la morte di Calvi lo Ior dovrà tirar fuori altri 240
milioni di dollari. Ma il film non Ë solo uno spaccato
dell'Italia in affari a cavallo tra gli anni 70 e 80, che
mette a nudo le stupefacenti manovre finanziarie, da far
girare la testa, tra Vaticano, massoneria, mafia, etc. Al
centro del film non ci sono solo i poteri forti, più o meno
occulti, ma la vicenda dell'uomo Calvi, l'uomo che credeva
di dominare il potere, ma alla fine Ë stato il potere a
travolgerlo.
Il produttore - "Fare un film su
Calvi è da sempre un tabù - spiega il produttore Enzo
Gallo- perchè tocca uno dei tanti misteri irrisolti della
cronaca e coinvolge molti grandi poteri italiani rimasti gli
stessi di allora. Dopo 13 anni oggi finalmente riusciamo a
fare il film pur tra tante difficoltà, il Vaticano ad
esempio continua ad essere off limtis per noi. Fare questo
film Ë stato un atto di coraggio, chiedere alle banche un
prestito per metterlo in cantiere significa farsi guardare
in cagnesco".
La regia - Giuseppe Ferrara ha costruito
la sua carriera artistica in una costante e appassionata
attenzione verso l'impegno civile: dobbiamo a lui pellicole
come Il sasso in bocca, Cento giorni a Palermo, Il caso Moro
e Giovanni Falcone.
Gli attori - Un cast estremamente
prestigioso, con il ritorno di Omero Antonutti, una delle
icone del cinema dei fratelli Taviani, e con Alessandro
Gassman, Giancarlo Giannini (nella parte di Flavio Carboni)
e Rutger Hauer (che interpreta mons. Marcinkus) e con
moltissime provenienze teatrali, a cominciare da Pamela
Villoresi, nel ruolo di Clara Calvi.
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