Acqua tiepida sotto un ponte rosso
(Akai hashi no shita no nurui mizu)
di Shohei Imamura (2001)
La societa` giapponese spinge il misero
impiegato Yosuke (camiciabianca / giacca / cravatta / borsa
da ingegnere) a mendicare posti di lavoro che non ottiene. E
bisogna sentire i rimproveri della moglie, trista e
bruttina, perche' le bollette di casa incalzano.
Ma un giorno Yosuke apprende da un amico morente che un
tesoro e` nascosto in una casa presso un ponte rosso.
L'omino Yosuke si reca alla casa e viene letteralmente
travolto dagli eventi.
Il film e` una grossa metafora dell'amore: (1) per trovare
quello vero ci vogliono atti eroici (esempio abbandonare il
proprio comodo mondo), (2) l'innamoramento si esaurisce
presto, (3) conquistare la propria maturita` e` difficile.
Sembra il riassunto dell'Ultimo Bacio.
Scherzi a parte, Shohei Imamura realizza una curiosa
metonimia fra acqua e forza vitale dell'amore: quando
raggiunge l'orgasmo, la donna misteriosa Saeko, che la prima
volta letteralmente violenta Yosuke, sprizza acqua magica
che si riversa nel fiume e attrae i pesci, facendo la
felicita` dei pescatori locali. Ma Yosuke ama davvero Saeko,
o e` solo attratto da questa sua esotica caratteristica, che
rende i loro incontri sessuali straordinari? Nel
complesso, l'idea e` buona e messa in campo poco per volta
in modo da avere il massimo effetto; durante la prima
mezzora le sorprese piacevoli non mancano. Poi pero` il film
si accartoccia un tantino, riproponendo le stesse situazioni
tre o quattro volte e diventando noioso. Poche le trovate di
regia, asciutta e sobria se si esclude la musica (tutta e.d.)
che commenta in modo grottesco le scene piu` surreali.
Acqua == amore, o fluido vitale, consunzione parallela al
rapporto di coppia. Una volta esaurito il messaggio, il film
letteralmente si adagia su se stesso diventando una
commediola tutto sommato gradevole ma niente di eccezionale.
ACQUA TIEPIDA SOTTO UN PONTE
ROSSO di S.Imamura
Claudio Castellini
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