RESIDENT EVIL
(* * * * su * * * * *)
Resident
evil Apocalypse
I film come Resident Evil (mi) dimostrano che il Cinema al
suo meglio e' questo: ritmo, leggerezza e azione, puro
intrattenimento capace di tagliar via dalla vita le parti
noiose, senza fiato.
Non e' un capolavoro, non aggiunge e non toglie niente, non
ci fa uscire dalla sala migliori di come siamo entrati, e il
suo bello e' tutto qui.
Chi ha voglia di leggerlo come pesante critica della
societa' occidentale puo' farlo, ma il giochino rischia di
mostrare la corda: meglio immedesimarsi nel personaggio di
Milla Jovovich e soffrire con lei ricordando pian pianino
chi sei, perchè sei li' e cos'hai fatto. Impossibile anche
per questo raccontare o commentare la storia senza rovinare
il film: se ci tenete, non leggete niente, non perche' ci
siano grandi colpi di scena ma perche' si parte a
informazioni zero e si scopre tutto strada facendo.
Sconsigliato ai patiti della verosimiglianza, ai patologi
della sceneggiatura e ai deboli di cuore.
Mafe
----- RESIDENT
EVIL con MILLA JOVOVICH- resident evil con milla jovovich
NOTA: QUESTA RECENSIONE NON CONTIENE SPOILER, NEPPURE QUELLI
PIU' ELEMENTARI SULLA NATURA DELLA "MINACCIA"
(ORMAI NOTA, PENSO, A TUTTI) - DAL MOMENTO CHE IL FILM E'
COSTRUITO IN MODO DA OFFRIRLA COME SORPRESA A CHI NON
CONOSCE I GIOCHI.
Siamo in un giorno imprecisato del prossimo futuro, in un
vasto laboratorio sotterraneo chiamato "L'Alveare" costruito (sotto
alla fittizia citta' di Raccoon City) dalla tentacolare Umbrella Corporation. Nei
primi anni del XXI
secolo l'Umbrella e' una sorta della Microsoft della
medicina - nascondendo
dietro a una facciata di rispettabilita' una vasta rete di
ricerche illegali
su ingegneria genetica e armi biologiche. Quando qualcuno
sottrae un campione di una di tali ricerche diffondendone contemporaneamente una parte
nel condotto di ventilazione del laboratorio, il computer
che controlla il
complesso (una sofisticata Intelligenza Artificiale chiamata
"La Regina
Rossa") ne sigilla istantaneamente tutte le uscite -
uccidendo quindi ogni singolo impiegato che si trovava al suo interno. Il tutto
nei primi cinque minuti.
Stacco, ed ecco apparirci una notevole Milla Jovovich
accasciata nella doccia in tutta la sua naturalistica grazia. Milla, come
apprendiamo presto, sa di se' stessa quanto ne sappiamo noi - ovvero nulla.
Intorno a lei si
stendono le stanze deserte di una grande e tetra casa
immersa nei boschi di Raccoon City. Ma prima che la smemorata possa
iniziare a
indagare su di se' e sulla sua situazione, la casa viene invasa da un gruppo
di
commando inviati sul posto dall'Umbrella. Milla, insieme a un
malcapitato poliziotto di Raccoon City (Eric Mabius), viene cosi' poco
cerimoniosamente aggregata alla spedizione (della quale fa parte anche una tosta
Michelle Rodriguez versione "Vasquez"): il loro obiettivo e' di
penetrare nell'"Alveare" da un ingresso secondario
celato nella casa, disattivare la Regina
Rossa e cercare di determinare cosa e' accaduto nel laboratorio. Ovviamente
saranno guai per
tutti...
Che potere ha una mezza stellina? Enorme, soprattutto se e'
la mezza che manca da un * * * 1/2 a un * * * *. Il problema non e'
banale, in quanto traccia l'invisibile confine tra il migliore dei film che
non segneranno la nostra vita e l'olimpo dei film che "pero'!"
Quattro stelline, per fare un esempio, le ha prese "The Others". Tutto questo
per dire che la decisione se assegnare la mezza stellina in piu' a "Resident Evil"
non e' stata tra le
piu' facili, e neppure lo e' spiegare perche'. RE, infatti,
sfugge a ogni logica. Esaminato punto per punto, il film fa acqua da tutte
le parti: non
presenta una singola scena originale, i personaggi sono
stereotipati, le
scene d'azione non sono all'altezza di altri film simili, e
alcuni dialoghi
sono davvero terribili. Eppure, in qualche modo, tutto
l'insieme funziona -
e anche tanto!
Il primo pregio del film e' non sprecare un singolo
fotogramma: dall'inizio fulminante al convulso susseguirsi degli eventi nel
laboratorio sotterraneo, non vi e' una sola scena, di dialogo o azione che non sia
immediatamente funzionale allo svolgersi degli eventi. Cio', unito alla
brevita' del film stesso, imprime alla trama un ritmo davvero forsennato.
In secondo luogo vi e' la trama stessa: da piu' parti ho
letto che la trama di RE potrebbe essere scritta su una bustina di fiammiferi.
In verita' no, e sfido chiunque a farlo includendo tutti gli elementi.
Nell'arco dell'esplorazione del laboratorio e del disperato tentativo
di uscirne, in
un'ora e mezza di azione ininterrotta, Paul Anderson ha
saputo inserire almeno quattro sottotrame, che si incastrano elegantemente
l'una nell'altra
emergendo a poco a poco, e convergendo e risolvendosi prima
del finale (che fa storia a se'). Inoltre non tutto va a finire come ci si
aspetterebbe, e
in un caso per ben * due volte * la situazione si capovolge
in un modo imprevisto. Certo, con il senno del dopo e' facile vedere
come Anderson abbia rimescolato ingredienti in se' stravisti, ma in questo
caso e' il * come * la cosa e' stata fatta. L'obiettivo in un film
come
questo e' di
tenere lo spettatore sull'orlo della sedia fino
all'ultimissimo momento. E' stato raggiunto? Con me si'. Eppure ho letto recensioni - e
non poche - che parlando di un film soporifero e noioso. Io credo che tutto
risieda nella capacita' o inclinazione di coglierne lo spirito: come
discesa "scazzona" nel mondo dell'horror claustrofobico ad alto volume di decibel,
in tempi recenti "Resident Evil" non ha pari - almeno sul mio
taccuino.
La regia di Paul Anderson (da non confondersi con il Paul T.
Anderson di "Magnolia") e' funzionale agli eventi narrati, e
in alcuni casi presenta
pennellate di classe. Anderson e' considerato uno dei
peggiori registi di Hollywood, grazie a film come "Mortal Kombat"
e
"Punto di Non Ritorno", ma io credo che il suo principale problema sia l'incapacita' di
mantenere una coerenza stilistica, oltre a alcuni deplorevoli svarioni di
giudizio in fatto di trama. In "Resident Evil" vi sono momenti
di gran classe, come l'intero quarto d'ora iniziale raccontato in modo terso e
quasi unicamente per immagini (se si escludono i riempitivi "Aaaargh!"
e i "Moriremo tutti!" degli impiegati dell'Umbrella) e una sequenza
finale cosi'
imprevista e aliena da porsi quasi come una vignetta a se' - l'esempio di
qualcosa prodotto da qualcuno senza dubbio in possesso di un certo
talento visivo e della narrazione.
Infine, gli attori. Milla domina la scena, forse perfino
troppo, ma quando arriva alla fine completamente fradicia, piena di lividi e
trascinando un'ascia con aria minacciosa non c'e' dubbio che il suo
tentativo di creare una nuova icona horror ha avuto buoni risultati (non
parliamo della sua estrema fisicita', sottolineata da uno stile di
combattimento animalesco e privo di qualunque disciplina - che mi fa pensare come la
Milla, dentro al notevole corpo, deve avere in giro un bel po' di ormoni
maschili); Michelle Rodriguez e' migliore di quanto si vede qui, e spiace un po'
che il regista non l'abbia sfruttata un po' di piu'. Gli altri sono, e'
vero, privi di spessore, ma non dimentichiamo come il nostro punto di vista
sia quello di Milla, ovvero di totale amnesia, e quindi di loro sappiamo
esattamente cio' che vediamo e sentiamo - e l'azione ovviamente non da' tempo
a nessuno di presentarsi. E poi Eric Mabius e James Purefoy sono
simpatici, e il primo incarna bene il ruolo archetipico di
Chris/Leon (se avete
giocato ai giochi
capirete di cosa parlo).
"Resident Evil", vale la pena di notarlo, e' in
perfetta continuity con i giochi. Questo potra' non interessare a chi ai videogame
stessi non ha mai giocato, ma agli appassionati come me fara' piacere sapere
che la trama si incasella perfettamentenell'arco della continuity della
serie, rivelando addirittura alcuni "dietro le quinte" che i primi
quattro titoli avevano lasciato in sospeso. E' vero, i giochi
prediligono tensione
e esplorazione a azioni frenetiche alla "Aliens", ma, proprio come
"Aliens" con "Alien" il film offre semplicemente un approccio diverso e verosimile
allo stesso problema (pochi agenti divisi e spaventati nei giochi, molti
e pesantemente
armati nel film). Finito di vedere la pellicola e' difficile
resistere alla tentazione di fare partire il primo gioco su Playstation, e
io credo che un film tratto da un videogioco non potrebbe avere tributo
migliore.
In definitiva, la domanda finale e' stata "mi e'
piaciuto?" Si', e molto. Perche'? Non lo so e in fondo non mi importa. "Resident
Evil" e' un'opera di
artigianato cinematografico, come i begli "Urania"
Mondadori di una volta, che trasuda cura, kitsch e passione da ogni poro. Di questo
strano film, che ho visto tre volte (la seconda a Montreal, insieme al
press-tour europeo di Ubisoft, che e' finita con gli applausi ^_^), ho amato
perfino la musica
burina e fracassona alla Rob Zombie che esplode nei momenti
piu' impensati (in realta' sono Marilin Manson e Marco Beltrami). E'
un
film fatto cosi',
ma alla fine sono contento che lo sia stato.
VOTO: * * * * su * * * * *
Curiosita': Milla Jovovich e' una fan della serie di
videogiochi, cosi',quando scopri' che il film di "Resident Evil" era
stato messo in lavorazione, si presento' sul set e spiego' al
regista che
"la parte non sarebbe andata a nessun altra". Contatto' quindi suo
fratello, il quale "in un week-end raccolse su internet piu' materiale sui giochi
di quanto ne avesse inviato la Capcom alla produzione". Appreso
infine che il suo personaggio avrebbe dovuto indossare vestiti da commando
come gli altri, getto' immediatamente alle ortiche i paramenti militari e
progetto' personalmente il surreale vestito rosso che indossa nel
film, perche' "...obviously you cannot have a zombie movie without an
hot chick". Calvin
non avrebbe saputo dirlo meglio!
Vincenzo Beretta (da IAC)
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