Arcipelaghi
di Giovanni Columbu

Sono rimasto incollato alla seggiola trattenendo il fiato per tutta la durata della proiezione. Il film č un documentario, č vero!
Gli attori interpretano se stessi, in un contesto nero e funesto che non lascia spazio ad alcuna divagazione. E la triste e dura realtą della Sardegna pił interna e nascosta: Un furto di cavalli, un bambino che accidentalmente riconosce i banditi e viene costretto a parlare con una tortura psicologica violentissima, da chi il furto ha subito. I ladri sgozzano il piccolo per vendetta, o meglio l'anima pił malvagia dei tre si macchia di questo orrendo e infamante delitto, peraltro non assecondato dagli increduli compari. La vendetta, della madre, in una stupenda sentitissima interpretazione, convive con il suo sentimento di vendetta, fino a quando questa non sarą compiuta. Non c'č giustizia oltre quella personale, si bisbigliano i fatti, il silenzio domina i cuori dei protagonisti veri, ovvero la societą stessa.
Non si giudica, no, si racconta, i protagonisti sono straordinari interpreti della loro stessa vita. Il film quasi completamente in limba e con sottotitoli in italiano, e un continuo flash back di fatto antefatto, peraltro molto dinamico, e con ulteriore colpo di scena, nel finale. Nonostante infatti siano i sentimenti, i pensieri a farla da padroni, il film ha un buon ritmo e non stanca mai. Trasmette una tristezza immensa, negli occhi del giovane fratello dell'ucciso, Oreste, accusato dell'omicidio del carnefice del suo giovane fratello, Giosuč o nel dolore della madre della piccola vittima, che cerca da sola di porre rimedio ad una giustizia ufficiale inesistente e immobile, o ancora nella croce portata per espiazione dal derubato e causa implicita del lutto, a parer di alcuni, per aver estorto la confessione al piccolo Giosuč.
Lugbruz (da IAC)

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