Disperato Aprile
Dopo il successo internazionale di "Central
do Brasil", Walter Salles trasforma in immagini
l'omonimo romanzo dello scrittore albanese Ismail Kadare'.
Si racconta l'interminabile e disumana faida che contrappone
due famiglie nel Brasile del 1910 per il possesso dell'unica
cosa che sembra avere valore: la terra. Fin dalla prima
inquadratura si resta colpiti dalla bellezza delle immagini.
Ogni fotogramma sembra studiato per stupire visivamente e la
luce naturale si trasforma sui volti, negli oggetti, nel
paesaggio, in pennellate di colore. Tanta capacita' tecnica
non e' sempre supportata dalla sceneggiatura, che dopo un
inizio potente ha qualche inceppo nella prevedibile storia
d'amore tra il bello (ma anche bravo) co-protagonista e la
graziosa artista del circo (che comunque permette di
realizzare una bellissima sequenza in cui la ragazza
volteggia nel cielo appesa ad una fune). Si ha piu' volte la
sensazione di ammiccamento nei confronti dello spettatore,
di confezione furba, di virtuosismo visivo gratuito, di
trappola emotiva, ma e' difficile, e non necessario,
sottrarsi all'emozione di una storia raccontata con qualche
ingenuita' ma molta passione. Nel finale ennesima citazione
de "I quattrocento colpi" di Truffaut.
Luca Baroncini
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a Venezia 2001
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