DUE AMICI
di Scimone e Sframeli

Due emigranti messinesi diventano amici
condividendo un appartamento nella periferia di Torino.
Nunzio lavora in una fabbrica di vernici, fino a quando una
tremenda tosse non lo costringe a smettere. Vive un po’
fuori dal mondo ed è innamorato di Maria, una commessa di
un negozio di giocattoli, che lui corteggia timidamente.
Pino invece è un tipo un po’ losco: parte continuamente
per destinazioni sconosciute e frequenta gente poco
raccomandabile; come un pescivendolo del mercato rionale,
con cui sembra avere ben altri affari in ballo. Nunzio è
molto incuriosito dall’amico, che nasconde gelosamente i
suoi traffici, ma che si prende anche cura di lui,
difendendolo, per quanto possibile, dalle cattiverie del
mondo. Una storia semplice, girata in modo asciutto, con uno
stile che sfiora il grottesco e con un uso intelligente del
dialetto, lontano da ogni scadente macchietta. I due attori
protagonisti, Francesco Sframeli e Spiro Scimone, sono anche
i registi, per la prima volta. Ma la loro storia parte dal
teatro e lo stesso Scimone è autore della sceneggiatura
tratta dalla sua piece teatrale "Nunzio"
del 1994, messa in scena per la regia di Carlo Cecchi. Poi i
fratelli Tornatore si sono innamorati del loro stile, così
asettico e surreale, malinconico e tenero, ed è venuto
fuori questo film. A Venezia è arrivato timidamente, senza
troppe aspettative, malgrado si senta che è stato fatto con
il cuore. E’ invece ha avuto un grosso successo,
aggiudicandosi, ex aequo con l’americano Roger
Dodger, il premio Venzia opera prima "Luigi De
Laurentis" - Leone del Futuro.
Francesca Manfroni
Incontro
con Spiro Scimone
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a Festival di Venezia 2002