Tutti contro Benigni o Benigni contro tutti?
M
EDUSA RIDENS

Non si parla più neanche del film, ma solo dell’accoglienza della critica. Di solito si dice che l’accoglienza è stata fredda. In questo caso si può dire che è stata quantomeno rancorosa. E perché? Certo il film blindato era molto atteso e forse, anche solo per questo, c’era da aspettarselo. Succede sempre così. Ma pure questa volta si tratta solo di un innato pregiudizio inconscio? Chissenefrega. Però è interessante osservare come questo botta&risposta tra Intellettuali stia stipando i giornali. Mentre il botteghino ride.

E anche noi ce la ridiamo. Almeno da quando Aldo Busi è andato da "Chiambretti c’è" vestito da fata Turchina per dire che il suo pezzo commissionato dall’"Espresso" alla fine non è stato pubblicato per non adagiare in un letto di spine l’intervista di Enzo Biagi al Roberto nazionale. Ci ha pensato poi volentieri Giuliano Ferrara a dargli asilo sul suo "Foglio". E Busi non ha voluto un soldo... Mentre il botteghino ride.

Deluso ma non inoffensivo Vincenzo Cerami dalla prima pagina de "La Stampa" del lunedì successivo all’uscita del film. Per lo scrittore e sceneggiatore della pellicola, stiamo assistendo a un fenomeno deleterio legato alla profonda crisi della critica cinematografica che si è spolverizzata in una cronica discordanza di opinioni. E allora, secondo lui, proprio "Pinocchio" è diventato l’occasione per "ricompattarsi rumorosamente, per ritrovarsi in una consorteria andata ormai a pezzi." Generalmente si incolpa poi la criticadisinistra ("quei toni di squadraccia mi hanno impressionato non poco", ha scritto Cerami) di non aver perdonato a Benigni la collaborazione con la Medusa. Mentre il botteghino ride.

Critica giù o critica su, il guaio è che anche i pareri della ‘ggente’ all’uscita delle sale cinematografiche non sono così confortanti. Almeno quelli a caldo colti (o ‘scelti’, chi lo sa?) dalle telecamere dei telegiornali. O quelli a freddo dei nostri amici o colleghi di lavoro o parenti o conoscenti. Che vorrà dire? Che comunque bisogna andarlo a vedere, sto film, non si può rimanere esclusi da questo bel dibattito! Si sente il bisogno di scegliere la propria barricata, no? Mentre il botteghino ride.

Il film di Roberto Benigni è stato distribuito dalla Medusa in 940 copie e ha incassato nella giornata di venerdì oltre 2 miliardi e 600 milioni di vecchie lire. Il record italiano è del gennaio scorso, con "Il signore degli anelli" che aveva incassato nel suo primo giorno 2 miliardi e 600 milioni, ma con 686 copie distribuite. Ottimo l’impatto commerciale. Confuso il crash estetico sugli spettatori. Mentre il botteghino ride.

E’ già record. Altri "maravigliosi" dati, direbbe lui. Questa volta in euro. "Pinocchio" nel primo week end ha raccolto, con 627 copie, 7 milioni di euro, ai quali si dovranno aggiungere gli ‘esauriti’ registrati con altre 313 copie nelle sale della provincia italiana. E’ già record per i più visti del 2002. "Harry Potter e la pietra filosofale" (25.262.908 euro) e "Il signore degli anelli" (21.581.000) nel primo week end erano arrivati ‘solo’ poco oltre i 4 milioni di euro. Gli incassi cinematografici italiani, nello scorso fine settimana, sono lievitati a circa 5 milioni di euro. A Roma "Pinocchio" ha incassato quasi 500.000 euro, a Milano 154.000 e a Torino 105.000 e a Firenze 93 mila. Viva il cinema! Mentre il botteghino ride.

Cinzia Bovio