Angela
di Roberta Torre


Regia
: Roberta Torre
Durata: 95'
Cast: Donatella Finocchiaro, Andrea Di Stefano, Mario Pupella
Produzione: Lierka e Rita Rusic
Distribuzione: Columbia

 

Al suo terzo lungometraggio, Roberta Torre ha cambiato decisamente tono: è passata dalle tinte sgargianti di Tano da morire al rosso intenso e profondo di Angela.
Si direbbe che il rosso è il colore che si addice meglio a questo film: la storia di una donna che, giovanissima, sposa Saro, un boss mafioso che traffica cocaina e tiene un negozio di scarpe come copertura. Oltre ad essere la moglie, Angela diventa il braccio destro di Saro e, con la stessa dedizione con cui serve i clienti del negozio, porta in giro per Palermo scatole di scarpe contenenti dosi di cocaina.

Dopo anni di felice convivenza il loro matrimonio è messo in crisi dall’arrivo di Masino, un ragazzo che in seguito diventerà uno dei "picciotti" di don Saro. La sapiente regia della Torre insieme alla straordinaria interpretazione di Donatella Finocchiaro, che qualcuno ha paragonato - forse esagerando un po’ - alla Magnani, fanno di questo film un resoconto quasi neorealistico della vita privata dei mafiosi. Il cambiamento di tono di Roberta Torre consiste anche in questo: con Tano da morire ci ha mostrato la vita dei malavitosi di Palermo sotto un aspetto grottesco e un po’ kitsch, mentre con Angela ha adottato un tono più grave, quasi melodrammatico. L’amore per la sua città è testimoniato dal fatto che lo sfondo dei suoi film è spesso Palermo, ma un aspetto interessante, che vale la pena sottolineare, è la sua visione dei personaggi femminili e la loro interazione con quelli maschili.

Le donne di Roberta Torre sono sempre fragili fuori e forti dentro, riescono a sopportare situazioni difficili, ma lo fanno perché spesso sono loro stesse a decidere di esserci. Nonostante questo conservano la delicatezza propria della femminilità anche nei momenti più duri della loro esistenza. Inoltre, la giovane regista, riesce a tirare fuori l’essenza dei personaggi, semplicemente con poche immagini ( in questo caso, anche grazie al sapiente uso della macchina da presa di Daniele Ciprì ): in minime sequenze fa emergere tutta la stima che Angela sente per Saro, l’ammirazione nei suoi confronti e il desiderio di vivere una vita di lusso e soprattutto di rischio. Tutto questo viene fuori senza troppe parole, sobriamente, con le immagini..
Giuditta Martucci

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