|
|
S1M0NE
Regia: Andrew Niccol
Interpreti: Al Pacino, Chris Coppola, Catherine Keener,
Rachel Roberts, Rebecca Romijn-Stamos, Winona Ryder
Produzione: Jersey Films Distribuzione: Nexo
Da anni si parla di attori
virtuali al posto di quelli umani e il film di Andrew Niccol
(gia' regista di "Gattaca" e sceneggiatore di
"The Truman Show") estremizza l'idea ipotizzando
un regista in crisi, a causa dei capricci della prima
attrice, che pensa bene di sostituire con S1m0ne, una bionda
creata da un elaborato software. Lo spunto di partenza e'
divertente e si presta ad una caustica analisi sociale, ma
il film fatica a svincolarsi a una carineria di fondo
che ammorbidisce molto il piglio della critica. La colpa
principale e' della sceneggiatura, che trasforma rapidamente
l'attrice virtuale in una star mondiale senza creare i
presupposti perche' questo accada.
Pensiamo ad un regista tipo Wim Wenders, tanto per fare un
esempio, che dirige un ambizioso film d'autore con una
bionda mozzafiato come protagonista. Chi se lo filerebbe,
soprattutto in America? Invece S1m0ne conquista di colpo il
mondo intero. Certo, il lungometraggio di Niccol vorrebbe
ironizzare sulla totale falsita' dello star system, sulla
completa manipolabilita' del pubblico, avido di miti da
amare, distruggere e rimpiazzare, sulla mercificazione
di una societa' basata eclusivamente sull'apparenza. Ma la
satira colpisce ad intermittenza e non punge mai in
profondita', per cui il film galleggia indeciso sul taglio
da imprimere al racconto e diventa una sorta di ibrido, non
abbastanza cattivo da mordere, non sufficientemente
divertente da conquistare. E' uno di quei casi in cui la
tesi da esporre prende il sopravvento sulla storia
raccontata, che scricchiola in continuazione sotto le maglie
della verosimiglianza. Forse il principio "appari
quindi sei" sarebbe stato piu' efficace (nonche' trito)
ambientato nel mondo della televisione, unico vero strumento
in grado di entrare in tutte le case e di condizionare in
modo sotterraneo le scelte del singolo. Il cinema, invece,
implica una scelta personale che puo' essere condizionata
(vado a vedere quello che mi dicono di andare a vedere) ma
resta pur sempre una scelta: devo uscire di casa e decidere
di entrare in una sala cinematografica, non mi basta premere
un pulsante ed essere bombardato da immagini.
Anche i dettagli tecnici, per quanto non determinanti, sono
posti con una grossolanita' da far rimpiangere "Electric
Dreams" come film d'avanguardia (elaborati software su
minidisk da 5 pollici e un quarto, ormai scomparsi dal
mercato; geni del computer ad ogni angolo; l'assenza di
dubbi tecnici nel protagonista, non certo un esperto). Gli
interpreti invece sono in parte: Al Pacino, nel primo ruolo
comico della sua carriera, presta la sua gigioneria di
classe al protagonista senza soffocarlo con scene madri e
occhi sgranati e fa piacere incontrare Winona Ryder non
sulle pagine di qualche tabloid scandalistico ma sul grande
schermo, anche se per poco piu' di un cameo. Quanto alla
bella di sintesi senz'anima, Rachel Roberts, funziona a
dovere, anche se mai si pensa che possa essere realmente
virtuale, come la produzione ha tentato di spacciarla (non
compare manco nei titoli di coda se non come "S1m0ne
nel ruolo di se stessa!").
Luca Baroncini
Dopo l’impeccabile
sceneggiatura di "The Truman Show" e la regia dell’interessante
"Gattaca", Andrew Niccol ci regala un altro film
sul tema dell’impatto che le nuove tecnologie, e la loro
intrinseca virtualità, hanno sulla vita di tutti noi.
Viktor Taransky (Al
Pacino) è un regista mediocre, stanco dei capricci delle
sue star. L’incontro con un softwarista visionario gli
offre l’occasione di plasmare a sua immagine e somiglianza
un’attrice perfetta: bellissima, misteriosa e soprattutto
"ubbidiente". S1m0ne è un prodotto della logica
binaria, prende in prestito l’anima da Pacino-Falstaff, è
costretta all’isolamento forzato proprio perché virtuale.
Ma il suo maggior limite (l’immaterialità) si trasforma
nel suo principale punto di forza: il pubblico, proprio
perché non può "toccarla", la mitizza, ne fa un
feticcio, un’icona della perfezione a cui tendere. La
carriera di Viktor subisce un’improvvisa impennata. La sua
"seconda ex-moglie", che lo aveva lascaito, sembra
interessarsi nuovamente a lui. Eppure la
"creatura", e la menzogna ad essa connessa, si è
trasformata in un fardello troppo pesante da portare.
Vorrebbe sbarazzarsene ma l’operazione non sarà agile né
esente da rischi giudiziari...
Il film, che è solo in
apparenza leggero ed è sempre divertente, cela numerosi
livelli di lettura. Sicuramente una critica allo show biz,
fabbrica inesauribile di sogni che, sulla scorta dello
slogan "show must go on", accetta qualsiasi
compromesso. Ma anche alla politica, diventata ormai un
fenomeno puramente mediatico. E come non leggere nel delirio
di onnipotenza di Viktor Taransky il tentativo estremo dell’uomo
moderno di controllare il proprio destino fino a
privilegiare la virtualità alla realtà? E perché no una
sorta di riscatto del maschio che, abbandonato dalla moglie
e tartassato dalla prima attrice (Winona Ryder) costruisce
al computer un’ideale femminile, dolce e remissivo,
specchio perfetto che riflette integra l’immagine del suo
pigmalione?
L’interpretazione di Al
Pacino è a dir poco superba. Di fatto è solo sulla scena,
la riuscita del film è principalmente dovuta a lui. Ė
abilissimo nel renderci l’immagine di un uomo prima
sconfitto dalla vita, quindi riscattato dalla virtualità e,
in ultimo, rassegnato all’esistente.
Mariella Minna
**1/2
spoiler alert: level 1
Alzi
la mano chi non ha mai avuto una morosa gelosa del
vostro amatissimo computer... "Amore, non capisci,
il PC mi serve per studiare, per fare le ricerche su
Internette e tantissime cose utili ed
indispensabili!"... e giù a scaricare foto di
donnine discinte che magicamente affollavano i vostri
sogni digitali di fantasie erotiche inenarrabili... (che
mondo di pipparuoli il VOSTRO, bah..!). E questo è
S1M0NE, un ammasso di uno e di zeri fatto attrice; se
Dio creò l'uomo a sua immagine e somiglianza, un abile
quanto improbabile programmatore crea, in questa
pellicola, la donna perfetta (fortunatamente per VOI
pubblico di maniaci non a sua immagine e somiglianza).
Ok, fin qui lo spunto e poi? Poi basta,
questo è il problema vero del soggetto del film: dopo
il brillante spunto iniziale, dopo alcune belle
frecciate al dorato mondo del cinema, la storia
"s'incarta", gira a vuoto, si fa inutilmente
sfilacciata e ripetitiva e, soprattutto, un po' noiosa.
Giusto, è sempre un piacere vedere un mostro più o
meno sacro come il tinto Al recitare, ma sinceramente
all'ennesimo suo monologo davanti ad un'immagine
digitale della protagonista virtuale... beh, "cheppalle"
è l'unico forbito commento che il critico che è in
ognuno di noi riesce a tirar fuori!
DA TENERE:
Lo spunto è simpatico e le intenzioni di una graffiante
commedia sulla stupidità dei media, e quindi anche su
di noi, sono sincere. Ma...
DA BUTTARE: ...ma
quando il brodo si allunga troppo... esatto, non sa più
di niente (eh, la saggezza popolare...). Come regista
Andrew Niccol aveva decisamente dato di meglio con
"Gattaca" e come sceneggiatore ancor di più
con "Truman Show".
NOTA DI MERITO:
Inutile, non vi dirò mai "la gnoccolotta
protagonista del film", troppo idiota e
maschilista come commento. Ma che credete, che il mio
animo sensibile e delicato sia alla facile mercé di
sciocche, banali e poi... e poi... e poi... calde,
sensuali... luccicanti...delicate...morbide... immagini
di... di... di QUELLA GNOCCOLOTTA..? Mmm... mmmm...
mmmmm... (ecco, ora la mia morosa mi ammazza...)
NOTA DI DEMERITO:
E' un film, non si chiede la plausibilità o
verosimigianza che sia, ma possibile che ad un completo
inetto dell'informatica come il protagonista
interpretato da Al Pacino basti inserire un hard disk
nel proprio computer per dare vita ad una splendida
donna virtuale??? Com'è che a me, invece, non riesce
neanche a riavviarsi il computer senza attendere
mezz'ora??? E' una domanda retorica, non dovete per
forza rispondere... (bastardi!)
SITO UFFICIALE: www.s1m0ne.com/ (mah,
io non sono riuscito a collegarmi con la mia velocissima
connessione a 21600, vedete un po' voi...)
Ben, aspirante Supergiovane
Recensioni
Home Archivio
|
|
|