Regia: Doug Liman
Sceneggiatura: Tony Gilroy Will Blake Herron
Fotografia: Oliver Wood
Musiche: John Powell Joel J. R.
Costumi: Pierre-Yves Gayraud
Montaggio: Saar Klein
Interpreti: Matt Damon, Franka Potente, Chris Cooper, Brian
Cox, Julia Stiles
Jason Bourne (Matt Damon)
è tratto in salvo da un peschereccio italiano al largo
delle coste di Marsiglia
con due pallottole in corpo, una
delle quali reca il numero di un conto di una banca di
Zurigo. Curato da un marinaio italiano (Orso Maria Guerrini)
recupera le forze ma non la memoria del proprio passato. Il
primo passo verso la consapevolezza è il ritorno a Zurigo.
In una cassetta di sicurezza trova numerosi passaporti che
richiamano le sue diverse identità, un mucchio di soldi,
una pistola... Ma a stupirlo sono le sue molteplici
capacità: parla più lingue, ha una spiccata propensione al
corpo a corpo, un’attenzione al particolare da agente
segreto... Incontra una donna senza patria né famiglia (Franka
Potente) che, in cambio di denaro, lo aiuta a fuggire dalla
polizia e anche dalla CIA per cui forse ha lavorato in
passato...
Tratto dal romanzo di
Robert Ludlum "L’uomo senza volto", una
spy-story che non delude lo spettatore per abbondanza di
colpi di scena e per la tensione che rimane piuttosto alta
fino alla fine ma che è una sorta di medley di film
del passato. Come non citare "Blade runner", per
il rapporto vittima-carnefice che lega l’umanoide al suo
creatore? O piuttosto "Nikita", incarnata dalla
Potente e dal suo nuovo taglio di capelli? Il bell’inseguimento
in macchina, contro mano, a bordo della Mini per le strade
di Parigi non ci rammenta "Leon" sempre di Besson?
E poi, inevitabile, "Il talento di Mr. Ripley" di
cui era protagonista lo stesso Matt Damon, faccia d’angelo
con un curriculum da killer senza scrupoli...
Un prodotto ben fatto, una
regia "nervosa" e a scatti che ben rende la
tensione, accompagnata da una colonna musicale ad hoc,
eppure senza anima e senza originalità. Lo spettatore più
scaltro, infatti, incomincerà a intuire l’intreccio quasi
sin dall’inizio, guidato dalle numerose
"citazioni". Il finale solare e tranquillo lascia
già intravedere la possibilità di un sequel. Nella
migliore tradizione hollywoodiana.
Mariella Minna
***
spoiler alert: level 2
Cosa
ci può essere di più brutto nella vita se non
svegliarsi e non ricordare più nulla del proprio
passato? Forse restare senza PC per più di sei mesi? Ok,
tralasciamo le note autobiografiche...
Allora, vai col riassunto della terribile
vicenda (brrr... ho la pelle d'oca...): venite
salvati dalle acque del mare da una ciurma de romani
(giuro!) alla guida di un peschereccio, vi svegliate e
non ricordate che fino a poco tempo fa avevate preso un
Oscar per la sceneggiatura di "Good Will Hunting -
Genio ribelle"; qualcuno che vi odia vi fa comunque
velatamente capire che il vostro migliore amico sta
avendo molto più successo di voi con filmoni
hollywoodiani tutti spari ed esplosioni come "Pearl
Harbor", "Al vertice della tensione" e,
prossimamente, addirittura "Daredevil" (dal
famoso fumetto supereroistico della Marvel). Forse che
abbiate tentato il suicidio facendo il bagno a Fregene?
Ma no, in fondo siete pur sempre Matt Damon, anche se
non ve lo ricordate! Che situazione agghiacciante... Che
fareste, dico io, cosa?!? La situazione non è certo
delle più rosee. Meno male che in questi anni non avete
smesso di frequentare la palestra sotto casa e,
soprattutto, che sotto la direzione di un abile regista
finto-indipendente potete passare per un espertone di:
combattimento corpo-a-corpo, guida sicura con una Mini,
sesso corpo-a-corpo con l'immancabile bella (???) di
turno, ecc. ecc. Insomma: siete voi il più figo e avete
tutte le carte in regola per dimostrarlo! E allora...
CIAK, SI GIRA!!!
DA TENERE:
Ma sì, teniamolo pure (quasi) tutto questo filmetto:
con la carenza di pellicole sopra la decenza di questo
tristissimo periodo si può anche rischiare di buttare
qualche euro... Comunque il ritmo, specialmente nella
prima parte, non è male.
DA BUTTARE: Chi
si azzarda a dire che è "originale". Ah,
butterei anche una scena poco credibile verso la fine,
vi accorgerete da soli quale (in effetti il film non è
poi così eccessivo come potreste pensare; potrebbe
sfiorare addirittura la plausibilità...).
NOTA DI MERITO: A
Matt Damon. Dopo faticosissimi "stage" con
grandissimi attori del calibro di Chuck Norris,
Sylvester Stallone e Steven Seagal è riuscito
nell'epica impresa di aggiungere un'espressione al suo
volto. La seconda.
NOTA DI DEMERITO:
Ok, simpatico l'inseguimento in Mini, ma possibile che a
nessuno sia venuto in mente quello con la Fiat Uno in
"Target, scuola omicidi"?
Ben, aspirante Supergiovane
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