IL DOTTOR STRANAMORE  OVVERO: COME IMPARAI A NON PREOCCUPARMI E AD AMARE LA BOMBA
(Dr. Strangelove, or: How I learned to stop worrying and love the bomb)  USA 1964 di Stanley Kubrick con George C. Scott, Peter Sellers, Slim Pickens, Sterling Hayden, James Earl Jones.

Stranamore° L’integrità del mondo è nelle mani di un manipolo di generali e alti gradi del governo che minacciano di sganciare la bomba atomica sull’Unione Sovietica. Concepita in piena guerra fredda è una geniale satira politica, una requisitoria feroce contro l’ottusità dei potenti che ci governano (nel film sono dei veri e propri pazzi). Il mondo è nelle mani di persone illuminate dalla “ragione” ma in realtà dalla follia (strepitosa la scena in cui Stranamore-Sellers si alza dalla sedia a rotelle e grida col braccio levato “mein fuhrer”); noi comuni mortali ci rimettiamo sempre. Non si salva nessuno. Sellers interpreta tre ruoli ed è più istrionico che mai. La guerra è dei generali, la guerra è degli stupidi. Prestate attenzione ai nomi utilizzati in chiave simbolico-parodica: il generale che dà l’ordine di attaccare si chiama Jack the ripper (ossia Jack lo squartatore), quello impotente ha nome Turgidson, il coadiutore sottomesso si chiama Mandrake come il supereroe e via dicendo. Scenografie di Ken Adam. Errore nei titoli della versione originale: base (e non based) on the novel… Esordio di James Earl Jones.       BN      SAT      93’      * * * *
Roberto Donati

Analisi clinica del Dr. Stranamore…, ma che razza di nome è?
 di Claudio Bacchi

StranamoreRivedendo il film a più di 35 anni dalla sua uscita nelle sale, in bianco e nero, girato soprattutto in interni, costruito su maniacali conversazioni e dibattiti riguardanti l’opportuunità o meno di attaccare sorprendendo il nemico, ebbene questo prodotto kubrickiano regge perfettamente al tempo, nonostante trattasse un tema piuttosto delicato – quando uscì si era nel pieno della guerra fredda – e nonostante comunque non tranquillizzasse nessuno lasciando semmai inquietanti e nebulosi interrogativi.

Credo anzi che "Il Dr Stranamore" sia forse l’opera di Kubrick in cui si è lasciato più spazio alla vis comica di Peter Sellers e ad un’ironia che nei progetti a seguire diventerà progressivamente più amara e sofferta fino a scomparire nella lucida allucinazione di Joker (v. Full Metal Jacket) o nei freddi propositi dell’ultima coppia ritratta dal regista del Bronx, quella composta da Tom Cruise e Nicole Kidman impareggiabili interpreti del tema: la razionalizzazione di un rapporto sentimentale.
In Stranamore K. Mette a fuoco il problema della "bomba", la bomba intesa come fine di mondo, nell’unico modo possibile adatto per l’intrattenimento: la leggerezza, il surreale, l’ironia, calcando la mano sulle sue nefaste conseguenze perfino esagerandole; che lo spettatore creda pure di essere di fronte ad uno spettacolo, di certo impossibile, quando invece lo spettacolo è soltanto una delle tante opzioni su cui quasi nessuno ha la possibilità di incidere. Quasi nessuno a parte i governanti, certo, gli occupanti della stanza dei bottoni occupati più a litigare tra loro o col nemico piuttosto che a difendere il pianeta. Ed è sulla caratterizzazione di questi personaggi, tra cui spiccano in maniera magistrale il solito Sellers nella parte del Presidente degli USA e l’ambasciatore russo, che K. Infierisce per mostrare in fondo quanto le nostre speranze di prudenza e capacità siano – proprio nei momenti più cruciali per l’umanità – riposte malamente.
Questo da un punto di vista morale, mentre, da un punto di vista prettamente filmico, credo che il motore centrale della vicenda, sia per i tempi che per la grande versatilità e credibilità nell’interpretazione, sia il Colonnello Turgidson (George Scott), il falco del pentagono che è stato svegliato durante un appuntamento galante con segretaria e che, subito accorso nella sala ovale, da impareggiabile sfoggio di tecnica militare e strategia fantapolitica – anche se poi, anni addietro, si scoprì che lo stesso H. Kissinger nei suoi rapporti discuteva amabilmente di milioni di morti come fossero stati zanzare.
La scena in cui Scott simula il volo del "caccia" americano mentre sgancia bombe atomiche sul nemico è una delle più riuscite ed esilaranti di tutto il film, interrotto bruscamente dal Presidente che lo rimbrotta con: "Basta così Colonnello, credo che quello che abbia detto sia più che sufficiente".
Dalla recente scomparsa di Kubrick in poi osannare i suoi lungometraggi sembra divenuto essere uno sport internazionale, e forse lo è; credo tuttavia che di fronte a siffatti affreschi poco ci sia da aggiungere se non godersi la visione come di fronte a un Tiziano o a un Raffaello. Non è un film sulla guerra, è un film pacifista, sicuramente, ma di più sullo studio dell’idiozia umana nei confronti dei grandi temi dell'esistenza.

Una poesia dedicata al film

http://www.centraldocinema.it/Recensioni/Giu03/strangelove.htm

Vai a TuttoKubrick