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15 MINUTI
di John Herzfeld
con Robert De Niro,
Edward Burns, Kelsey Grammer, Karel Roden, Oleg Taktarov, Vera Farmiga.
***1/2
spoiler alert: level 2
Non so se ho esagerato con le stelline, però se tenete
conto che non ero per nulla invogliato ad andare a vederlo (la scelta, dal momento che a
causa dell'influenza ho "saltato" una settimana, per me era ampia, ma mi sono
piegato alle esigenze del solito amico che aveva già visto "Snatch" e al
quale non interessava "quel film che dalla trama somiglia tanto a "Will Hunting
genio ribelle", cioè "Scoprendo Forrester") la sorpresa è stata davvero
tanta. Attenzione, è "solo" un ottimo prodotto d'intrattenimento, non è
affatto un capolavoro, però la pellicola mantiene più di quello che promette. Mi sono
ritrovato più di una volta ad alzare gli occhi al cielo per dei risvolti della trama che
si prospettavano a dir poco banali, per poi
riabbassarli fissi sullo schermo, inchiodato a
delle immagini che smentivano tutto quello che avevo pensato fino a quel momento. Certo,
come dicevo poc'anzi, la sensazione alla fine è quella di aver visto solamente un buon
film, però è proprio questo aggettivo che sempre più spesso in un certo cinema di
genere fa la differenza.
Il concetto di base di "15 MINUTI" nasce dalla
famosa e veritiera previsione di Andy Warhol: "In futuro, chiunque potrà essere
famoso per quindici minuti". Affermazione incontestabile in epoca di real-tv. Senza
rovinarvi nulla, vi dico che sfortunatamente tutto ciò è vero e che non servono affatto
provini e selezioni, no: basta solo che siate un po' psicopatici. Con un inizio così si
poteva rischiare di realizzare qualcosa di troppo stupido o di "già visto"; di
certo De Niro, che ha co-prodotto il film con la sua casa di produzione Tribeca, ha
avuto il fiuto giusto ad affidarsi ad un regista/sceneggiatore che di memorabile non aveva
fatto proprio nulla nel mondo del cinema ("Due come noi" con Travolta e la
Newton-John non credo che passerà alla storia...), ma che con questo film avrà
certamente dell'altro remuneratissimo ossigeno per il prossimo futuro. Una volta tanto il
produttore De Niro batte ai punti l'attore De Niro (buona l'interpretazione, ci
mancherebbe, ma nulla di trascendentale).
DA TENERE: Mai visti due idioti come i due cattivi del film:
non si sa mai quando a causa loro ti scapperà una smorfia di disgusto per una scena
violenta oppure una fragorosa risata.
DA BUTTARE: I trailer. Fosse stato per loro molto
probabilmente avrei evitato il film, liquidandolo come la solita dozzinale spazzatura che
sta nel mucchio insieme ad altri presunti action-thriller ("Il collezionista di
ossa", "The watcher", "Fuori in 60 secondi"...).
NOTA DI MERITO: Lo spiazzamento della trama e la scelta
di attori piuttosto bravi (forse un tantinello incolore Edward Burns) e non troppo
sfruttati dal cinema (Kelsey Grammer, ovvero il brillante protagonista della bella sitcom
"Frasier").
NOTA DI DEMERITO: Ok, faccio il finto perbenista: il
fatto che questo film, che in fondo è una critica al mondo dei media, fornisca a sua
volta delle brillantissime idee per raggiungere il successo nel modo più rapido
e doloroso. Come se di psicopatici in attesa di una qualche ispirazione non ce ne
fossero abbastanza in giro. Ma, lo ammetto, sono pure io uno psicopatico ipocrita:
"Natural born killers" l'ho amato tantissimo.
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