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Snatch
con Benicio del Toro, Brad Pitt, Dennis Farina, Vinnie
Jones, Alan Ford (!!) e un sacco di altra gente
Una delusione.
A parte le vette - il giovane Hitchcock, i giganteschi Powell e Pressburger, il New
Cinema, Ken Russell, tante commedie d'alto livello - il grosso del cinema inglese è
d'argomento storico e letterario e a me piace parecchio. Ma mi rendo conto che si possano
considerare freddi e perbene e desiderare qualcosa di più vispo e crudo. Trainspotting,
per me, era il perfetto antidoto ad Attenborough e Merchant-Ivory: un film la cui
vitalità ed inventiva erano al servizio di una intelligenza morale e di una visione del
mondo. E si rideva pure. Lock & Stock era stato moderatamente divertente - questo
Snatch molto meno. Una minestra riscaldata che non migliora per l'intervento di alcune
star hollywoodiane.
Quel genere di film 'cool' in cui omicidi e massacri sono giustificati da una battuta di
spirito o da una inquadratura 'originale'. L'inglese americanizzato Ritchie sembra voler
aggiungere un titolo a quel curioso microgenere americano che tenta di rappresentare
l'Europa come molto più violenta e pericolosa degli USA: Frantic, Killing Zoe... Vari
criminali multietnici (vari attori di nome ridotti a cartoni animati) danno la caccia ad
un diamante e ci sono degli incontri di boxe clandestina.
Faccio notare che, malgrado ciò che il film tenta di far credere, la boxe clandestina è
praticata da falliti: se valessero qualcosa come pugili sarebbero dei professionisti. Se
lo fanno clandestinamente è perchè non resisterebbero due riprese in un match
regolare. La boxe in Inghilterra è popolarissima e regolare quanto può esserlo uno sport
professionistico (abbastanza). E' anche legale scommettere. Ma il fatto che la boxe sia
abbastanza pulita rende difficile truccare le scommesse: perciò la boxe clandestina. Ma
Ritchie deve inventarsi questo sottomondo violento e divertente e cool... Il tema dei
cadaveri divorati dai maiali sembra essere la grande idea del 2001.
La colonna sonora è di una bassezza e ruffianeria mai sentite: hanno pure il
coraggio di fare dell'ironia su Kylie Minogue dopo averci ammanito gli UB40...
In positivo, il ritmo non è male. Verso la fine le traiettorie dei vari criminali si
intrecciano con brio da pochade-grandguignol e per una ventina di minuti si ride sul
serio. Puro meccanismo, ma funziona. Ma non per molto.
Brad Pitt è veramente notevole. Fight Club deve avergli rivelato finalmente il suo
vero fascino. Le scene di combattimento, specie l'ultima, sono superbe.
Quindi, solo una mezza delusione.
Stefano Trucco
---- Snatch
- SNATCH - Benicio del Toro - BENICIO DEL TORO - Brad Pitt -
BRAD PITT, Dennis Farina, Vinnie Jones, Alan Ford
Rapinare una gioielleria inglese e piazzare i
diamanti in America? Piu' facile a dirsi che a farsi, in un film di Guy
Ritchie.
Testarossa e' un boss criminale che non ha nulla di umano, a parte un debole per i
maiali, che nutre amorevolmente coi cadaveri dei suoi nemici. Il Turco organizza per lui
incontri di boxe a mani nude. Sarebbe un sodalizio perfetto, se non fosse per Mickey,
pugile improvvisato dalla parlata incomprensibile, che coi suoi continui colpi di testa fa
precipitare la situazione. Nel frattempo tre rapinatori dai modi non esattamente
professionali tentano il colpo a una casa da gioco. Vengono in possesso di un diamante da
86 carati, ma finiscono anche loro nella lista nera di Testarossa, proprietario del
locale. I maiali hanno già l'acquolina in bocca, ma alla fine
sarà Mickey a scappare coi
soldi delle scommesse clandestine e il Turco a piazzare il gigantesco diamante, dopo
infinite peripezie e molto sangue versato su tutti i fronti.
Questo "Snatch" ha tutti i pregi e i difetti dei film che giocano sul
puro accumulo. Guy Ritchie pigia sull'acceleratore, incalza con la mdp i suoi personaggi e
confeziona un tour de force visivo e narrativo a tratti sfiancante a tratti irresistibile,
un divertissement cinefilo tutto condotto a colpi di vorticismo narrativo, in cui passaggi
a vuoto si alternano ad improvvise accelerazioni di ritmo e lampi di
comicità spiazzante
a soluzioni che ormai fanno sbadigliare pure i bambini di 5 anni.
Quello che va in scena e' un universo di umanità quantomai variopinta, con Ritchie
abile ad orchestrare la gran quantità di movimenti e posizioni di macchina e a volgere in
maschera grottesca la naturale fisicità del suo parco attori. Indubbiamente il plot
prende le mosse da una tradizione ormai ben collaudata ed e' difficile non vedere l'ombra
di Tarantino dietro un film imperniato su killer schizzati, incontri truccati, valigette
rubate e tanto piombo e sangue a fare da contorno. Resta il fatto che il regista
britannico riesce comunque a salvare il tutto grazie alla sua disinvoltura stilistica: le
sequenze sono ben ritmate (Ritchie e' maestro nell'arte di costruire il crescendo
d'intensità e di dare alle sequenza una chiusura efficace), i dialoghi serrati e i
frequenti virtuosismi danno corpo al generale senso di follia che impregna le vicende
narrate, con esiti non di rado esilaranti. Certo, non sempre l'opera di reinvenzione
riesce. A tratti pare di assistere a una riedizione di Pulp Fiction, con personaggi
scopertamente tarantiniani alle prese con complicazioni tipicamente tarantiniane nel
quadro di una scansione a salti temporali che del tarantinismo rappresenta praticamente il
marchio di fabbrica. Due o tre passaggi sono ai limiti dello sciacallaggio, ma la storia,
nel complesso, funziona.
Maurizio Antonini
---- Snatch
- SNATCH - Benicio del Toro - BENICIO DEL TORO - Brad Pitt -
BRAD PITT, Dennis Farina, Vinnie Jones, Alan Ford
***1/2
spoiler alert: level 2
Atteso al varco con la sua seconda opera dopo "Lock
& Stock" (anche se il quasi sempre attendibile Internet Movie Database cita anche
un fantomatico film del 1995 intitolato "Hard case") il coetaneo Guy Ritchie
(più famoso a dire il vero come attuale marito di Madonna che come regista o mio
coetaneo...) si conferma un bravo sceneggiatore e al tempo stesso un regista sempre
più padrone della "macchina cinema" (il che vuol dire tutto e niente, ma suona
comunque bene).
Ma bando alle pedanterie, che cosa funziona in "Snatch"?
Praticamente tutto. I dialoghi sono brillanti al punto giusto, gli innumerevoli personaggi
sono ottimamente caratterizzati ed interpretati, ogni attore è ben amalgamato l'uno con
l'altro e senza tanti divismi (ma d'altronde è anche vero che il belloccio Brad pitt
ha già più volte dimostrato di non essere solo un manichino e di avere quasi sempre un
ottimo intuito per la scelta di copioni non banali o troppo hollywoodiani.
Beh, orrido "Vi presento Joe Black" a parte, s'intende...).
E allora che cosa non funziona in "Snatch"? Eh, è una
questione di sensazioni, ma che effettivamente non riguardano la pellicola presa come
singola opera. Mi spiego. Chi ha appena visto "Snatch" non potrà non amare
anche "Lock & stock". Chi ha visto "Lock & stock" sicuramente
amerà anche "Snatch", solo che un piccolo dubbio s'insinuerà nel suo
cervellino di spettatore attento: non è che forse siano in fondo lo stesso film? Tante
storie, tanti personaggi che convergono in un unico punto, in un'unica situazione, con
conseguenze paradossali, esilaranti e sanguinolente. Già, capita in tutti e due i lavori
di Guy Ritchie. Passi che il suo modo di concepire le storie sia debitore di Tarantino (ad
un certo punto, in "Lock & stock" c'è perfino un attore che, osservando una
carneficina, commenta con "Ma cos'è questo? Pulp Fiction?"), ma che cominci a
clonarsi i film questo no. Ok, andatelo a vedere, merita ed è sicuramente una
delle sorprese più piacevoli di questa stagione, ma per quanto mi riguarda attenderò con
molta impazienza la prossima opera di questo brillante, ma per ora non così originale,
autore. Però ripeto: ANDATELO A VEDERE!!! Vale tutto il prezzo del biglietto, questa è a
dir poco una certezza!
DA TENERE: L'atmosfera di sano divertimento e scazzataggine
che caratterizza tutto il film. Irresistibili moltissime situazioni, quella del cane in
primis.
DA BUTTARE: La visione di "Lock & stock"
prima di "Snatch". Guardatevelo dopo, magari in DVD (è distribuito da Cecchi
Gori e, "speciali a parte" è realizzato piuttosto bene).
NOTA DI MERITO: Era da un po' troppo tempo che qualcuno
non riempiva il vuoto lasciato da Tarantino senza farlo troppo rimpiangere. Anche solo
l'ambientazione inglese differenzia abbastanza i due autori, però non aspettatevi il
genio del folle regista americano: lui è arrivato per primo.
NOTA DI DEMERITO: Appuntamento al prossimo film di
"Mr.Madonna".
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