|
|
DIL CHAHTA HAI
India,
2001
Regia e sceneggiatura:
Farhan
Akhtar
Fotografia: Ravi K. Chandran. Scene:
Suzanne Caplan Merwanji.
Costumi: Arjun Bhashin. Montaggio:
A. Shreekad Prasar.
Musica:
Shankar, Ehsaan, Loy. Testi :
Javed Akhtar.
Interpreti:
Aamir Khan (Akash), Salif Ali Khan (Sameer), Akshaye Khanna
(Siddhart, “Sid”), Preity Zinta (Shalini), Sonali
Kulkarni (Pooja), Dimple Zapadia (Tara Jaiswal), Ayub Khan (Rohit),
Suhasini Mulay (madre di Sid), Rajat Kapoor (zio di Shalini),
Suchitra Pillai (Priya), Mandala Thayde (ragazza)
Produzione: Ritesh Sidhwani, per
Excel Entertanment. Durata:
183’

Questa
commedia racconta la storia di tre amici, Akash (Aamir
Khan), Sameer (Salif Ali Khan) e Siddarth (Akshaye Khanna),
detto Sid. Inizia in un ospedale, dove Sameer e Sid si
rincontrano dopo essere stati divisi per qualche tempo. Dal
racconto che Sameer fa a Sid delle ultime vicissitudini,
veniamo a sapere tutta la storia che li ha condotti fin lì,
in un lunghissimo flashback che copre, praticamente,
l’intera pellicola.
Compagni di classe e amici inseparabili, i tre ragazzi sono
assai diversi l’uno dall’altro: Akash è un leader
naturale, astuto, brillante e spregiudicato con le donne; di
Sameer non si può dire che possegga una personalità
spiccata, ma in compenso ha un gran cuore; Siddhart, infine,
è il più saggio e il più sensibile: ama profondamente la
madre e ama dipingere. Sarà lui a dirigere la propria vita
– e in qualche modo anche quella degli amici – ad un
livello più profondo, di crescita e maturazione. Come il
suo quasi omonimo (Siddartha, il Budda), Sid è quello che,
fra i tre, si risveglia al significato più profondo della
vita, anche se il film si limita a mostrarci questa
evoluzione nell’ambito di vicende sentimentali. Eppure
proprio qui sta la sua originalità, nel momento in cui
vediamo emergere la personalità dei protagonisti attraverso
le loro differenti concezioni dell’amore: complessa e
profonda quella di Sid che ama fino in fondo, contro ogni
convenzione sociale; cinica
e spensierata quella di Akash, che all’amore non
crede; assai più semplice e forse inadeguata quella di
Sameer, che cerca solo di essere accettato e si trova di
volta in volta in volta dominato o preso in giro.
Eppure
non si tratta di una storia tutta al maschile: due sono le
controparti fondamentali, interpretate dall’acclamatissima
Dimple Zapadia e a Preity Zinta. La prima è Tara, una
sfortunata quarantenne piantata in asso dal marito ricco che
le impedisce persino di vedere la figlia. Di lei si innamora
perdutamente Sid, sfidando l’aperto dissenso della madre e
dei suoi amici; la seconda è Shalini, una ragazza bella e
intelligente già impegnata, che Akshar corteggia
inutilmente ma senza impegnarsi troppo. Fortunatamente il
film sfrutta appieno le sue oltre tre ore di durata per
delineare e approfondire tutti i personaggi. Nonostante
l’happy end su tutta la linea sia eccessivo, le emozioni
suscitate sono forti e autentiche. Emoziona sia il versante
comico – ad esempio gli scherzi che i tre si fanno a
vicenda, descritti con divertito realismo – sia quello
drammatico, come l’episodio della rottura tra Sid e Akash.
Una delle scene più indimenticabili in questo senso, è
quella di Akash e Shalini all’Opera, dove lei lo ha
condotto con la chiara intenzione di fargli cambiare idea
circa l’amore. Subito dopo, Akash sta per dichiararle il
suo amore, ma la paura sopravviene all’improvviso,
spingendolo a rifugiarsi dietro la sua solita maschera
cinica e beffarda.
Non mancano ovviamente concessioni al grande spettacolo
alcune delle quali stonano decisamente con il contesto –
terribile quella con Sid che canta avvolto da una
scenografia di colori digitali, come se fosse finito dentro
uno dei suoi quadri !
Dil
Chahta Hai, scritto e
diretto dall’esordiente
Farhan
Akhtar, ha
il merito di prendere sul serio i suoi personaggi e la
storia, è sorretto da un’ottima sceneggiatura e da attori
ispiratissimi. Non è forse un caso se la parte musicale qui
sia più sacrificata e di qualità minore rispetto al resto.
Infatti, tra i 7 premi Filmfare che il film si è guadagnato
(tra i quali quello per la sceneggiatura e l’attore
protagonista, Aamir Khan), il grande assente è proprio il
premio alle musiche.
Aamir Khan, il protagonista di Lagaan, è, assieme a Sharhuk Khan, la star
delle star in India.
Nell’ultima sequenza fa una comparsata Mandala Taide.
Vittorio
Renzi
Vai
a Bollywood Bollywood!
viaggio nel cinema indiano
|
|
|