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LE LACRIME DELLA TIGRE
NERA
(Fa talai jone / Tears of
the black tiger) THAIL 2001 di Wisit Sasanatieng con
Chartchai Ngamsan, Stella Malucchi, Supakorn Kitsuwon,
Arawat Ruangvuth, Sombati Medhanee.
° Innamorati fin da bambini, ce la
faranno il bandito Dum e la figlia del governatore Rumpoey a
coronare il loro sogno d’amore? Mélo più western alla
Sergio Leone (le musiche di Morricone sono orientalizzate
nell’esilarante colonna sonora cantata), ambientazione
feudale e automobili, racconto cronologicamente e
spazialmente confuso, eroi banditi e banditi eroi e su tutto
un’irreale fotografia a ultracolori in tinte confetto (ma
chi l’ha fatta, Matisse?): spettacolare saga d’amore e
morte in contesto tailandese che l’esordiente regista
dedica a Douglas Sirk e che alla lunga può saturare,
restando pur sempre godibile. Geniale parodia-tributo
perché il regista prende tutto con grande serietà (con
accumulo esagerato di stereotipi, tranne qualche momento
più scanzonato) giungendo così a un’involontaria ironia
che, però, è sicuramente voluta: anzi, paradossalmente, il
regista, per sortire effetto migliore, doveva essere ancora
più serio. Memorabili gli interpreti che recitano
appositamente da cani e perfetto (anche se non se ne sentiva
il bisogno) il doppiaggio italiano, atonale come nelle più
deprimenti telenovelas. Cinema estemporaneo, forse da
vedere una sola volta ma, in quell’occasione, goderne.
Presentato a Cannes. SENT-AVV 110’ * * * ½
Roberto Donati
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