Non si dovrebbe dare giudizi su un film
cosi' controverso come "The passion", perche' si
rischia inevitabilmente di scontentare qualcuno che non si
trova d'accordo con il giudizio. In effetti, se da un lato
puramente tecnico il film e' avvalorato da un sapiente uso
della telecamera, della fotografia, della recitazione
(tranne che per la Gerini, veramente ignobile) e della
musica (anche se a volte di una solennita' un po' troppo
eccessiva), dall'altra parte e' una cruda e sanguinolenta
rappresentazione di cio' che la nostra mente proiettava come
una cosa di gran lunga molto meno
barbara di quello che si
vede (nessuno si e' veramente mai soffermato sulla crudezza
della Bibbia), ed e' agghiacciante sapere che tutto quello
che succede non e' affatto una reinterpretazione
sconsiderata del regista.
Il problema e' che lo e' troppo, fin nei minimi dettagli: il
sangue scorre a fiumi, non si risparmiano le inquadrature
delle ferite, delle frustrate, delle torture. A Gibson va
riconosciuto certamente il merito di aver
"inventato" questa specie di
arte/splatter/religiosa, in cui piu' che sui concetti, si
sofferma sulla brutalita' delle scene (o, per meglio dire,
sull'effetto del reale), provocando agli stomaci piu' deboli
una discreta sensazione disturbante. Capisco (anche se non
condivido pienamente) le critiche dei detrattori di questa
pellicola, in effetti non e' un film per tutti i palati, ma
non c'e' nessun compiacimento, nessuna mania di grandezza,
nessuna visionarieta' da pazzo. Questo e' quello che c'e'
scritto sulle Sacre Scritture, che piaccia o no. La pecca di
questo film e' che purtroppo, e' un tantino noioso. Per chi
non conosce la storia (due o tre flashback nel film non
aiutano di certo), il rischio di addormentarsi entro la fine
del primo tempo e' assai elevato: non c'e' storia, non si
parla di cio' che ha fatto Gesu', ma viene illustrato solo
il significato del sacrificio e tutto il calvario. Per di
piu' e' recitato completamente in aramaico. Una cosa e'
certa: nel bene o nel male, questo film continuera' a far
parlare di se per molto tempo ancora.
Nei secoli dei secoli. Amen.
Voto: 8
Wolf
Forse
è troppo tardi per dirlo, ma con questa recensione spero di
riuscire a distogliere coloro che non l’hanno ancora
fatto, dall’intenzione di vedere questo film.
Lo dico con il cuore: era veramente da tanto tempo che non
vedevo un film tanto brutto!!
Per convincervi potrei dirvi per esempio che mi è sembrato
di guardare le barbarie naziste in versione splatter.
Non sono un medico, ma nono stante la mia ignoranza in
materia, non credo proprio che sia umanamente possibile per
un uomo fatto di carne e ossa, seppur figlio di Dio, subire
percosse e frustate per ore senza perdere i sensi, anzi,
riuscendo a portare la croce in spalla e non morire neanche
quando gli vengono infilzati i chiodi nelle mani e nei
piedi. Il tutto sottolineato da particolari inquadrature che
riprendono sia il sangue lungo la strada sia quello
assorbito dal legno della croce.
Non mi sembra che questo film abbia niente a che vedere con
la vera Passione di Cristo, anzi direi che è tutt’altro
che religioso e assolutamente privo di contenuti.
Questo film mi ha irritato profondamente, non solo e non
tanto per i fiotti continui di sangue che sgorgano a fontana
da un povero corpo dilaniato, ma soprattutto perché, come
ha giustamente notato Zeffirelli (in un’intervista fatta
per il TG2), se un bambino vede questo film immaginerà gli
ebrei e gli antichi romani come un’orda di sadici
assassini!
Spero che abbiate letto questa recensione fino alla fine
perché se sarò riuscita a distogliere almeno uno di voi
dall’andare a vedere The
Passion (il cui titolo adatto sarebbe “The
Torture”), allora la mia fatica nello scrivere una
recensione per un film che non mi è piaciuto affatto, non
sarà stata vana.
Giudichan (Giuditta Martucci)