Oldboy

 

Scheda film:
Oldboy (id., Corea del Sud, 2004)
Regia di Park Chan-Wook
Con Choi Min-Sik, Yoo Ji-Tae, Gang Hye-Jung
Genere: drammatico
Colore, 116’ 

Scheda Dvd:
Produzione TartanVideo (www.tartanvideo.com) – Tartan Asia Extreme
Numero dischi 2
DVD 9 PAL 0

Lingua audio: coreano 2.0 (Dolby Digital), coreano 5.1 (Dolby Digital-EX), coreano 6.1 (DTS-ES Digital)
Lingua sottotitoli: inglese

Contenuti extra:  (disco 1): commento del regista, del cast e del direttore della fotografia, trailer originale; (disco 2): making of, interviste, scene eliminate (con opzione commento audio sottotitolato in inglese), featurette “Le grand prix du Cannes”, intervista al regista
Prezzo: su www.play.com 14.99 £ 

Gran Premio della Giuria a Cannes (merito di un entusiasta Tarantino?), Oldboy non è stato ancora consacrato da una distribuzione italiana – quella prevista è stata ulteriormente ritardata al momento; CentralDoCinema è andato a recuperare l’edizione inglese della grandiosa TartanVideo, una superba edizione peraltro: doppio dvd con booklet interno contenente addirittura, sul retro, il manifesto originale, di media grandezza, di 2046 di Wong Kar-wai, prossima punta di diamante della Tartan.

Unanimemente applaudito, Oldboy è una storia di vendetta, di amore e di possibile redenzione, condotta con gusto pirotecnico con tatto sanguigno dal regista del già apprezzatissimo Sympathy for Mr. Vengeance.

Un uomo, rapito e imprigionato per quindici anni (durante i quali ha potuto assistere via televisione all’omicidio efferato della moglie), è improvvisamente liberato; gli vengono dati soldi e un cellulare, con cui il rapitore lo tiene sotto controllo. Mentre l’ex prigioniero conosce una ragazza e inizia a meditare la vendetta, lo sconosciuto gli offre un bivio: se scoprirà il motivo della sua temporanea prigionia lui si ucciderà, altrimenti sarà la ragazza a morire.

Il plot può apparire bizzarro ma dietro a tutto c’è un profondo senso della morale, morale del sangue anche: sia quando Park Chan-Wook tratteggia solitudini disperate e dilata tragedie (straordinario l’epilogo) sia quando è più rilassato e sembra proporre atmosfere più distese se non ludiche (i combattimenti irreali del protagonista). La struttura narrativa è meravigliosamente armonica nonostante il suo essere sfrangiata e complessa, così come la verità delle cose, e se dietro a tutto sembra intravedere un po’ di maniera, è comunque alta maniera, meditata prima di essere gettata sullo schermo casualmente o gratuitamente.

Tornando alla special edition in dvd, non si può che applaudire la Tartan appunto: la qualità audio (con tre piste Dolby addirittura), rispettosa della nitidezza originaria, è spettacolare e così la qualità video (in formato anamorfico 2.35:1), in cui è davvero difficile distinguere ogni minimo segno di compressione digitale; e il film, vista la messinscena superba, è davvero di quelli da godere appieno in tutto il suo splendore. Ricchissimi gli extra: soltanto nel primo disco, ben quattro commenti audio e il trailer originale (molto bello); il secondo disco è una sorpresa dopo l’altra: un making of diviso a sezioni (making the film, the cast remembers, production design, the music score [la colonna sonora è stupenda, mi ero dimenticato di dire, ndr], CGI documentary, flashback) e davvero interessante; uno speciale sul “gran premio” ricevuto a Cannes, dieci scene eliminate (commentate dal regista, se si vuole: commento simpatico, peraltro, di un autore schivo e restio a parlare della propria opera – e figuriamoci della propria opera eliminata come in questo caso – ma anche interessato al lato commerciale delle versioni in dvd); interviste al cast tecnico e artistico e un’intervista inedita (di Mark Salisbury) al regista Park Chan-Wook. Insomma, come recita la citazione nella bella cover scura e inquietante, “don’t miss it”.
Roberto Donati

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