QUESTIONI DI CUORE

 

Titolo Originale: id

Nazione: Italia - 2008

Soggeto: Ispirato al romanzo omonimo di Umberto Contarello (ed. Feltrinelli)

Regia e Sceneggiatura: Francesca Archibugi

Genere: Drammatico.

Produzione: Riccardo Tozzi, G.Stabilini e Marco Chimenz per Cattleya.

Distribuzione: 01 Distribution.

Durata: 110'
Interpreti: Antonio Albanese, Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti, Chiara Noschese, Francesca Inaudi, Paolo Villaggio.

Sito Internet: http://it.movies.yahoo.com/speciali/questione-di-cuore/

Nelle sale dal: 17 Aprile 2009

 

Voto: 8

Alberto e Angelo risiedono entrambi a Roma. L'uno è uno sceneggiatore di successo e vive in affitto in un attico con vista sul centro storico e una storia sentimentale che ogni giorno naufraga sempre di più. L'altro con un'officina da mandare avanti dalle parti del Pigneto e una famiglia composta da due figli adolescenti e un terzo in arrivo. In apparenza nulla li accomuna e niente dovrebbe poterli fare incontrare ma di mezzo ci si mette una complicazione cardiaca che li farà diventare prima compagni in sala rianimazione e poi amici per la pelle.

Dopo qualche anno torna Francesca Archibugi. Lo fa nella maniera più lieve, leggera ma al tempo stesso altisonante possibile. Narrando una storia dei giorni nostri, una favola con un finale agrodolce che fa riconciliare con questi tempi estremamente grami. Una di quelle favole che forse solamente al cinema si possono vedere: il cinico ed estroverso Albanese che incontra il meccanico Stuart, che si è tanto appassionato alla vita delle borgate, dopo aver interpretato “Il Freddo” nel Romanzo Criminale di Placido, che oramai si fatica a vederlo in un ruolo e con un accento differente. Il mix d'ingredienti unisce comicità e commozione. Dando il la a una storia mai sopra le righe, che non si cristallizza mai eccessivamente sulle vicende di salute di Alberto e Angelo, ma che da queste parte per narrare una storia differente; un'amicizia che scocca come la scintilla di una candela a scoppio a dimostrare che i caratteri possono cambiare, che le persone, anche le più egoiste, possono avere lampi di generosità, il tutto grazie a una sceneggiatura, scritta in prima persona dalla regista, che è quanto di più verisimile vi sia e anche grazie a prove maiuscole di tutto il cast con una serie di camei che vanno da Paolo Villaggio a Carlo Verdone, in versione ipocondriaco doc, a Micaela Ramazzotti, nel ruolo della moglie di Angelo, sino a Antonio Albanese quanto mai trasversale e credibile nel ruolo del disimpegnato Alberto a cui una sferzata di Adrenalinica paura farà quanto mai bene per rimettere nelle giuste posizioni i pezzi della propria vita.

Ciro Andreotti

 

 

LE “QUESTIONI DI CUORE” DI FRANCESCA ARCHIBUGI
La regista sarà a Pordenone, ospite di Cinemazero, per presentare il suo ultimo film, Questione di cuore.
  Mercoledì 22 aprile, ore 21.00,
Cinemazero, Sala Grande
Comunicato stampa del 20 aprile 2009

E' un film sull'amicizia, intensa e potente, tra due uomini, Questione di cuore , l'ultima fatica cinematografica della regista Francesca Archibugi, che  mercoledì 22 aprile, alle ore 21.00 in Sala Grande, sarà ospite di Cinemazero per presentare il film al pubblico pordenonese.

Tratto dall'omonimo romanzo di Umberto Contarello, il film racconta la storia dell'insolito incontro tra due personaggi opposti, accomunati da un infarto e da una degenza in ospedale.
E insolita, ma quanto mai indovinata, è l'accoppiata di attori protagonisti di questa nuova commedia “all'italiana”, scelti dalla regista “per la loro potenza comica ancora in parte inespressa, pronta a sprizzare fuori”: Antonio Albanese e Kim Rossi Stuart interpretano rispettivamente Alberto e Angelo, i cui cuori fanno le bizze nella stessa notte. I due, il primo sceneggiatore di successo farfallone e inaffidabile, il secondo carrozziere di borgata, si incontrano in sala rianimazione, e diventano amici. Il borghese e l'artigiano, uno che gioca con le parole e un altro che non riesce a evitare di esprimersi in dialetto, l'uomo di mondo (che in ospedale riceve la visita degli artisti per cui ha lavorato: Luchetti, Virzì, Sorrentino, Verdone, la Sandrelli) e il borgataro: lo sguardo della regia è perfettamente bilanciato tra i due personaggi, che pur venendo da mondi diversi, si sono ritrovati per un comune sentire. Si legano in modo istantaneo, quasi sorpresi, loro stessi, dal capirsi così profondamente. Appena fuori la vita gli sembra talmente cambiata, consapevoli come sono di ogni battito cardiaco, che diventano indispensabili l'uno all'altro. Alberto, che è un uomo solo, si installa a casa di Angelo, al Pigneto, sopra la carrozzeria specializzata in auto d'epoca. Un mondo imperscrutabile, ora bellissimo, ora sinistro. Ma in quella casa c'è una famiglia: una moglie, Rossana, bella e incinta, e due figli: perla, una scontrosa adolescente e Ayrton, in omaggio al grande Senna, un bambino impaurito dagli eventi. Alberto piano piano si scioglie, e si crea una famiglia con due padri, con funzioni complementari: uno solido, Angelo, che manda avanti la carrozzeria, guadagna, evade e accumula, e l'altro Alberto, più fantasioso, legge scrive, immagina. Non c'è contrasto tra di loro, ma un abbraccio, che nasconde la disperazione sotto gli sghignazzi virili.

Nel film la Archibugi affronta una patologia precisa, l'infarto, che ha un peso narrativo importante. “Mi sono documentata molto per raccontare il mal di cuore dei miei protagonisti. Ho girato parecchio tra sale d'aspetto, studi medici, ho assistito anche ad un'operazione al cuore. Non credo che servisse per raccontare la mia storia, ma per entrare nella psicologia dei personaggi quello si, ed è quello che ho fatto”.
Il film è ambientato in alcune zone particolari di Roma, ben riconoscibili. “Al Mandrione, a Torpignattara” precisa la Archibugi. “Sono zone di Roma  tra la  Casilina e la Prenestina, famose perché li ci girò Fellini, dove ambientò parte del suo mondo immaginario, ma anche Rossellini,e  Pasolini. Poi il silenzio, non ci girò più nessuno. Volevo vedere come era cambiata questa Roma, cosa era diventata”.