TRUMAN SHOW
Una vicenda inverosimile e un po
fiabesca come stimolo per riflettere,questo è The Truman show lultimo film del
regista australiano Peter Weir .Come in due suoi film precedenti "Fearless" e il
celeberimmo l "Attimo fuggente" anche qui il protagonista è un
"diverso" , anche se in maniera differente. Max Klein e il famoso professor
Keating non sono accettati dalla "comunità"in cui vivono .Il primo vive come un
miracolato ,scampato allultimo minuto da un catastrofico incidente aereo e fatica
,dopo questa cruda esperienza ,a reinserirsi nel mondo normale .Il secondo,invece,non è
bene accetto dai responsabili di un collegio americano : i suoi metodi sono troppo
rivoluzionari: crede nella novità ,nella crescita,nella libertà, non nella conservazione
e nella tradizione ammuffita.Anche Truman è un "diverso"rispetto alla comunità
in cui vive:è lunica persona reale in un mondo virtuale di comparse ,un ambiente
costruito artificialmente intorno a lui, con lunico scopo di trasmettere 24 ore su
24 la sua vita( a sua insaputa!!) in tutto il mondo ,nella più gigantesca soap opera mai
realizzata!!
Il film narra la presa di coscienza della sua condizione e il suo desiderio di evadere
dagli schemi ripetitivi e preordinati in cui è rinchiuso(e in questo è accostabile ai
due personaggi citati sopra), per ricercare la vera essenza della vita che ,forse,sta
fuori da quellinquietante porticina nera che si vede nel finale.
Una storia grottesca,paradossale o meglio un sogno( più correttamente un incubo... )del
XXI secolo ,come è tipico della poetica del regista australiano ,che ha ereditato la
passione per lonirico dalle tradizioni della sua terra ,in particolare dalla cultura
aborigena.Una commedia apparentemente leggera e ironica ,con una vena drammatica
tuttaltro che latente.
Si puo apprezzare Truman Show a diversi piani di lettura,e questo ,probabilmente,è
uno dei motivi del suo grande successo.Un primo approcio più immediato è quello tipico
di chi va al cinema soprattuto per evadere,divertirsi .In effetti i momenti di
divertimento non mancano dalle pubblicità tuttaltro che subliminali(stupendo il
grandangolo sulla coppia di signori anziani che fanno di tutto per mettere in mostra
il manifesto "variabile"sul muro!!),agli strani inconvenienti che lo costringono
a dubitare sulla sua vita,ai tentativi di fuga da Seahaven .
A una visione meno superficiale il film appare come una feroce critica ai mass media che
oggigiorno invadono la vita quotidiana mettendo "in piazza" la vita privata,
negando ogni piu elementare diritto alla privacy per aumentare laudience.La
telecamera fruga ovunque a Seahaven,con lunico limite della camera da letto,i
sentimenti genuini sono banditi,e anche quelli di Truman sono preparati a tavolino ,tutto
è fittizio è perordinato al fine di appagare lo spettatore mondiale ,morbosamente
curioso.Infatti non sono certo dei grandi esempi di intelligenza ed equilibrio i soggetti
del mondo"fuori"che sono,poi, quasi lunico contatto con lesterno in
tutto il film.Al diavolo i problemi reali ,la vita di tutti i giorni ,la ricerca del senso
della vita,molto meglio illudersi che il mondo sia come in una soap opera ,dove tutto va
come è scritto che vada .Quando qualcuno muore,ad esempio il papà di Truman,può anche
rinascere per esigenze contingenti.
In fondo , questo è il piano di lettura più profondo,gli spettatori(e forse anche le
persone "vere"...) vivono come Truman :ogni giorno gli stessi gesti ,le stesse
cose e poco coraggio(ma come dargli torto in fondo?)di cambiare ,di rinnovare di inseguire
lessenza della vita ,cercare laldilà ,il dietro la porta.Sto bene
cosi,si diranno,perché devo buttare via tutto e ricominciare?Truman ha il coraggio
di farlo , con un gesto finale risolutivo sembra rivendicare la supremazia dello spirito e
della libertà umana sulla massificazione e sulla ipertecnicismo della società
moderna(idee avanguardiste?) ,novello Prometeo o Sisifo si ribella alla
divinità,rappresentata dal regista dello spettacolo.Questultimo è il
"creatore"di tutto quello che circonda Truman ,con lunico limite di non
saper plasmare demiurgicamente dal nulla il protagonista, nonostante i potenti mezzi a
disposizione.Lauspicio è che il nostro eroe ,di cui non sappiamo la fine ,non vada
a finire come i due "eversivi" sopracitati, condannati a pene indicibili per
espiareil proprio errore !!!
Vengo,per concludere,ad alcuni dubbi emersi dalla visione del film.Il gioco legato al
fatto che Truman non sa di vivere in un mondo "virtuale" alla linga risulta un
po scontato ,e puo stancare,bene ha fatto il regista a non realizzare un film
lunghissimo,come è nella tradizione degli ultimi film hollywoodiani.Infine una
considerazione :mi pare che il regista abbia sviluppato poco il discorso legato alla
contapposizione tra mondo "fuori" e "dentro":perché è meglio
luno o laltro?.Anche il tema del libero arbitrio è poco sviluppato( esiste
nel mondo doggi?) ,lasciando allo spettatore trarre le conclusioni secondo la
propria sensiblità.
Siamo certi che il mondo reale fosse per Truman tanto meglio di quello virtuale?oppure il
mondo vero non è altro che una versione in grande del Truman Show di cui noi siamo tutti
inconsapevoli protagonisti? per il protagonista cambierebbe comunque qualcosa,vivrebbe
almeno in un mondo diverso da prima ,per noi,invece,questa considerazione non puo
che essere motivo di profonda riflessione.
Vito Casale
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