Intervista
immaginaria a Diane Lane, protagonista femminile de “L’amore
infedele”
M:
Cara Diane potrebbe spiegare al pubblico femminile cosa
spinge una donna sposata niente meno che a Richard Gere
che, nel film, è un marito fedele e appassionato, un
padre affettuoso e giocoso, un lavoratore onesto e
indefesso, un uomo elegante e benestante che insomma ha
tutto a buttarsi nelle braccia di quel ragazzotto
palestrato e tatuato, inaffidabile e bugiardo, vuoto e
inconsistente?
Diane
Lane: Lo so, lo so. Ma è facile parlare. Ma provi lei
a vivere in una villa di 400 mq disposta su tre piani
immersa nel verde del parco privato! Prepara la colazione
a marito e figlio, e poi? Lunedì, mercoledì e venerdì
mattina la palestra, martedì pomeriggio i massaggi
anticellulite, giovedì il té con le amiche, venerdì
pomeriggio il parrucchiere e la manicure, il sabato
pomeriggio lo shopping e la sera la cena con gli amici.
Una vita monotona, senza scossoni né sorprese!
M:
Capisco, ma una donna della sua età, e mi scusi, un giro
di valzer se lo può anche fare ma non 2, 3, 4, 10, 20, 30
mettendo a repentaglio il proprio matrimonio, o no?
Diane Lane: Lo so, lo so. Ma è che io sono una gatta
morta. Ha presente quelle donne che piacciono tanto agli
uomini, quelle che non sanno mai cosa vogliono, quelle che
non dominano i propri sentimenti né tantomeno le proprie
pulsioni. Sono vuota, fatua, ebete, debole, dipendente.
Non sono mica una donna che si prende le responsabilità
delle proprie scelte, io. Io miagolo, miagolo, miagolo. E
poi io sono una donna seria, una brava ragazza, sa?
M:
Ah, ecco, sì. Ma quel galantuomo di suo marito, alla
fine, fracassa il cranio del povero bellimbusto. Che dire,
noblesse oblige?
Diane
Lane: Senta, lei avrà certamente visto “Ufficiale
gentiluomo” e “Il console onorario”. Be’ Richard a
passare da becco proprio non ce l’ha fatta. Ma come un
sex symbol come lui che si fa sbattere la moglie da,
pardon, che è tradito dalla moglie?
M:
Certo, affrontiamo ora il tema della cultura. Nella casa
del giovane torello c’erano molti libri...
Diane Lane:
Sì e ne sono stata profondamente impressionata. Come ha
visto, a casa mia, ce n’erano solo cinque ed io non li
avevo neanche letti. Quella poesia, a casa del ragazzo
francese, è stata la prima della mia vita.
M:
Immaginavo. Ma adesso cosa farà? Quel poveraccio di suo
marito si farà almeno 30 anni di galera. E lei?
Diane Lane:
Lo andrò a trovare tutte le settimane per il primo anno.
Poi chiederò il divorzio. Mi risposerò con un uomo più
vecchio di me ma anche ricco e potente. Sa, non sono mica
una donna che ha il coraggio di vivere da sola io. Io un
uomo accanto ce lo devo sempre avere. Poi lo tradisco, lo
umilio, lo spremo come un limone ma sola mai! E poi devo
ricostruirmi una dignità e lo status, o dio, lo status!
Nel dire ciò,
una lacrima scorre sul suo bel viso. Non sappiamo se a
causa di un frammento di mascara o di un’emozione
autentica. Se così fosse, sarebbe la prima della sua
vita!
Mariella Minna