CASABLANCA
USA 1942 di Michael Curtiz con Humphrey Bogart, Ingrid Bergman, Paul Henreid, Claude Rains, Peter Lorre, Conrad Veidt, Sydney Greenstreet.

° Durante la seconda guerra mondiale, il locale dell’americano Rick Blaine (Bogart, più pesto che mai, in una parte rifiutata in prima istanza da Ronald Reagan, attore e futuro presidente Usa) è un’oasi per esuli e spie: la sua antica fiamma Ilsa giunge lì, ignara di trovarlo, per mettere in salvo lei e il suo marito, ma il rancore di Rick rischia di lasciarli in balia dei tedeschi. Mito del cinema tout court, con un finale archetipico e con la sua atmosfera di epica rovesciata e di sotterfugi tra le nebbie di una città deserta, pieno di paradossi e contraddizioni che ne aumentano il fascino, di eccessi e difetti, Casablanca si ricorda per la canzone (As time goes by) che il pianista negro Sam deve suonare ancora (anche se la celebre frase - divenuta titolo originale del film di Ross con Woody Allen Provaci ancora, Sam - non viene mai detta nel modo esatto come tutti la ricordano), per le icone recitative, per il coraggioso tema che affronta e per altro ancora: a patto di saperlo vedere con obiettiva distanza critica e di non scambiarlo troppo facilmente per un capolavoro, il film affascina e stupisce ancora. E Bogey (nickname del tappetto Bogart che per non sfigurare accanto alla stangona Bergman era costretto a essere inquadrato dal basso o a indossare zeppe e rialzi), in ogni caso, è Cinema, ovvero shakespeariana "sostanza di cui sono fatti i sogni". Da vedere, però, solo in versione originale in bianco e nero, e non nell’orrida manipolazione colorizzata che, come per troppi altri film, è stata fatta. Gustosissima la parodia a fumetti - una delle tante che il settimanale tascabile ha realizzato - che gli autori di Topolino gli hanno tributato. Nel cast tecnico figura Don Siegel. BN DRAMM 100’ * * * ½

Roberto Donati

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