Pantaleon
e le visitatrici
Regia:
Francisco J. Lombardi
Interpreti:
Salvador del Solar, Angie Cepeda, Pilar Bardem,
Tratto
dall’omonimo romanzo di Mario Vargas Llosa, già adattato
per il grande schermo nel 1975, ci narra le avventure di un
giovane capitano dell’esercito peruviano (Pantaleon
Pantoja), ligio al dovere e alla gerarchia militare, che
dovrà organizzare un servizio di ricreazione molto
particolare, destinato ai militari di stanza nelle località
più sperdute della foresta amazzonica. I generali
dell’esercito peruviano sono infatti preoccupati
dell’aumento vertiginoso degli stupri ad opera delle
truppe sessualmente insoddisfatte. Pantaleon, nonostante
l’inappuntabile integrità morale, si troverà presto a
capo di un vero e proprio plotone di prostitute che,
trasportate su una lignea imbarcazione da un accampamento
all’altro, soddisfano con metodo e professionalità i
naturali desideri dei giovani soldati.
Dapprincipio, Pantaleon terrà all’oscuro del contenuto
della segreta missione la giovane moglie che, in virtù di
un dovere coniugale consumato puntualmente alle ore 10.00 di
un sabato sì e un sabato no, rimarrà presto incinta
dell’atteso erede. Nel frattempo l’umidità e la calura
tropicali, l’obbligata distanza dalla fedele compagna
nonché l’indiscutibile sensualità della più bella delle
visitatrici, Olga detta la “Colombiana”, travolgeranno
il giovane capitano in un vortice di rovente passione che
spalancherà orizzonti a lui fino a quel momento
sconosciuti. Tutto sembra procedere a meraviglia: si
arruolano sempre più visitatrici per soddisfare i desideri
divenuti esponenziali delle truppe. Ma il diavolo, o meglio
il giornalista, ci mette lo zampino e denuncia alla radio
l’inqualificabile mercimonio. A farne le spese saranno
proprio la bella “Colombiana” e il giovane e integro
capitano, visto che i vertici della gerarchia militare si
guarderanno bene dall’assumersi qualsiasi responsabilità...
Il racconto si snoda agilmente grazie alla solidità
narrativa che lo sottende. L’ironia nasce dal contrasto
fra l’efficienza asettica e scientifica con cui il
capitano affronta la missione e il contenuto trasgressivo e
irriverente della stessa. È evidente la critica alle
gerarchie militari, al cinismo con cui manipolano la vita
degli altri, alla loro ipocrisia e al loro perbenismo solo
di facciata. Come la denuncia della prostituzione e della
violenza alle donne, pur mantenendo sempre un tono lieve e
mai drammatico. Anche se la sicura godibilità del romanzo
si perde un po’ a causa di una regia troppo statica e
televisiva, a tratti addirittura naif, a cui lo spettatore
occidentale non è più abituato. Sembra di assistere ad una
proiezione degli anni Sessanta e invece si parla del Perù
di oggi, con tanto di inopportuni cellulari. Però Olga (Angie
Cepeda che, non a caso, viene dalle telenovelas) è
l’incarnazione del femminino: le morbide curve, il passo
felino, lo sguardo assassino, la finta ingenuità... una
sorta di summa della seduzione al femminile. Che incanterà
il pubblico maschile e obbligherà quello femminile ad
un’aspra autocritica.
Mariella Minna
Recensioni
Home
Archivio