Sex is comedy
Regia:
Catherine Breillat
Sceneggiatura:
Catherine Breillat
Fotografia: Laurent Machuel
Scenografia: Frédérique Belveaux
Montaggio: Pascale Chavance
Interpreti: Anne Parillaud, Grégoire Colin, Roxane
Mesquida,
Ashley Wanninger,
Dominique Colladant
Colpisce
il metacinema della Breillat
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a VM18 viaggio nel cinema (semi) invisibile
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a Hard Project:
un viaggio nel cinema erotico/hard d'autore
“Come la morte, l’amore
si vive e non si rappresenta – non è senza ragione che
lo si chiama la piccola morte – o almeno non lo si
rappresenta senza violazione assoluta della sua natura.
Questa violazione si chiama oscenità.” Citiamo André
Bazin per introdurre il discorso su questo che è
certamente un piccolo film ma che non manca di spunti e
suggestioni intelligenti.
Film nel film, ancora
una volta cinema sul cinema, rimando inesauribile di
immagini allo specchio. L’intensa e ambigua Anne
Parillaud, alterego della Breillat, sfoga sadicamente
la propria nevrosi creativa sui malcapitati attori, in
particolare sull’interprete maschile. La sua crudeltà
giunge al punto di esporre al gelo invernale i corpi
semi-ignudi delle comparse o costringere i due ritrosi
protagonisti ad un rapporto sessuale completo quanto “innaturale”.
Teorizza che gli attori debbano essere bistrattati,
vampirizzati dal regista alla continua ricerca del momento
magico in cui un’autentica emozione affiora sul loro
viso.
L’abuso di potere
della regista sugli interpreti non è che un riflesso
della violenza del rapporto uomo-donna. Quest’ultima “vendica”
il gentil sesso umiliando costantemente il protagonista
maschile, ridotto a grottesca caricatura dell’uomo, o
meglio del maschio, grazie ad una protesi di dimensioni
elefantiache. Tesi da femminismo radicale e che lambisce
la deriva del lesbismo nell’escludere l’uomo dalla
felicità che l’amore fisico e l’intimità possono
dare.
L’oscenità non
risiede nella nudità dei corpi, nel mostrare anche in
primo piano il sesso femminile e/o quello maschile. Osceno
è un rapporto di potere che non tiene conto delle
qualità umane dell’altro ma che reifica il partner
occasionale allo scopo di un momentaneo e consumistico
piacere. Oscena è insomma la violenza che si sostituisce
all’amore e alla tenerezza. Cinema di nicchia,
autoreferenziale e metalinguistico, consigliato allo
spettatore attento e riflessivo.
Mariella Minna
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