Assassini
nati – Natural Born Killers
di Oliver Stone, 1994 USA
Stone
ammazza tutti

Due
fidanzati (Woody Harrelson e Juliette Lewis) compiono una
serie di omicidi “on the road” prima di venire
incarcerati e sfruttati come cavie da audience da un
giornalista senza scrupoli. Ma dopo un massacro finale in
prigione riusciranno a fuggire. Stone mette in atto
simbolismi presenti già in altri film, primo fra tutti Arancia
meccanica: lo spettatore si cela dietro ai personaggi,
sebbene siano efferati criminali, poiché il vero Male è
rappresentato dalla società e dai media. Ciò che
invece rende unico questo film è la regia: riprese oblique,
sbalzi di colore e movimenti frenetici per certi versi
simili ad alcune caratteristiche cinematografiche
giapponesi. Completa il tutto uno humor a volte scontato ma
in fin dei conti geniale (le violenze paterne sulla
protagonista vengono narrate sottoforma di sit-com). Natural
Born Killers è essenzialmente un tentativo di stupire e
allo stesso momento una cornice di virtuosismi di un regista
che sa di essere bravo e per questo il suo modo di osare può
apparire cinico; ciononostante la sua decima regia non
risulta mai né estenuante né ripetitiva, anzi, per gli
amanti del genere significa divertimento garantito.
Gran premio della giuria al Festival di Venezia nel 1994.
Francesco Flomin
Vai
a VM18 viaggio nel cinema (semi) invisibile