FULL METAL JACKET
GB 1987 di Stanley Kubrick con Matthew Modine, Vincent D’Onofrio, Lee Ermey, Adam Baldwin, Arliss Howard, Papillon Soo Soo, Kevin Major Howard, Ed O’Ross.

° Durante il durissimo addestramento di marines, una recluta non resiste alla pressione psicologica e fisica, impazzisce e uccide il sergente e poi si suicida. Mesi dopo, nel Vietnam alcuni soldati hanno a che fare con un cecchino, che si scoprirà essere una bambina. Un film crudissimo: nella prima parte volgarità, oscenità e violenze si sprecano, nella seconda la scoperta dei soldati sciocca anche noi e il finale, con i soldati ormai diventati consapevoli macchine da guerra, robot di morte, è tristissimo e fa male. E’ un film bellissimo – costellato di piccoli episodi che fanno capire cos’è veramente l’orrore e la follia della guerra - che, paradossalmente, si vede poco volentieri perché fa star male, come, d’altronde, la guerra. Lee Ermey, che interpreta in modo eccezionale il sergente Hartmann, conosceva ciò che viene detto e fatto in quelle situazioni: è stato un vero sergente di marines. Claustrofobico, impietoso, agghiacciante nel finale con cecchino bambina, ironica canzone di Topolino e frase “certo, vivo in un mondo di merda, questo sì, ma sono vivo. E non ho più paura”: un film incubo su ciò che succede realmente. Full metal jacket, come spiega Palla di lardo nel climax della prima parte, indica in gergo il proiettile blindato calibro 7,62.         GUER          115’     * * * * ½
Roberto Donati

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