LADY SNOWBLOOD 2 – LOVE SONG OF VENGEANCE
(Shurayuki-Hime: Urami renga)

GIAP 1974 di Toshiya Fujita con Meiko Kaji, Harada Yoshio, Kazuko Yoshiyuki, Shin Kishida, Juzo Itami, Mori Kishida.

° Dopo essersi vendicata, Yuki Kashima è catturata e condannata a morte: ma Kikui, il capo della polizia segreta, la salva e la recluta come infiltrata. Dovrà sottrarre una lettera vitale per la sopravvivenza del regime, ma la ragazza finirà per allearsi con colui che deve annientare. Fujita sembra ignorare che Yuki era morta alla fine del primo Lady Snowblood e, in ossequio alla tradizione delle leggende, continua a narrare le sue gesta, accentuando la dimensione politica (siamo al termine della guerra russo-giapponese e il film finisce nel maggio 1907, con la fine dell’era Meji) e sacrificando, al contrario, l’aspetto privato: così facendo priva il film della sua componente di pura e magica emozione, ma la narrazione stavolta lineare è sempre compatta e la messinscena non perde il suo abbagliante formalismo (si vedano il piano sequenza iniziale durante cui l’impassibile Yuki stermina a uno a uno i suoi nemici fra le lapidi del cimitero, la battaglia sulla spiaggia in riva al mare, il dolly dall’alto in cui Yuki è letteralmente circondata da nemici – di cui si ricorderà Tarantino per la scena del locale in Kill Bill – Volume 1 -, il finale in cui il sangue del popolo si trasforma in acqua di lacrime). Niente di trascendentale, comunque, e un principio di stanchezza nella parte centrale: ma è una saga che andrebbe riscoperta in toto.          BN/COL           DRAMM          89’         * * ½
Roberto Donati

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