BUFFALO 66
Regia: Vincent Gallo
Con Vincent Gallo, Christina Ricci, Mickey Rourke e Ben Gazzarra USA 1998
 

Gallo, attore dalla cifra nervosa che alterna con estrema semplicità drammaticità e ilarità, non dirige soltanto questo bellissimo film. Lo scrive, lo interpreta e ne scrive le musiche. Sarebbe l’ora di rivalutare questo grande personaggio, volontariamente fuori dalle scene internazionali e per lo più attivo nel campo indipendente. Buffalo 66 stupisce innanzitutto per l’aspetto tecnico: la pellicola usata (Kodak) satura i colori, esaltandoli, in modo da far sembrare il film uscito direttamente dagli anni ’80. la macchina da presa è per lo più incerta, ma gioca con i fuochi, concentrandosi spesso sui secondi piani. Il montaggio è spesso geniale, l’interpretazione sinceramente sentita (Gallo inimitabile). Certo, è un film che non ha pretese, ma nel suo piccolo è perfetto. Mantiene per tutta la durata un decoro insolito per la materia trattata, non è mai volgare. È la storia di una vita rovinata: durante l’infanzia dai genitori, nell’età adulta da scelte sbagliate. Il protagonista del film è un uomo timido, sensibile fino all’estremo, che ha subito serie conseguenze nello scontrarsi con la durezza di questo mondo cinico. Uscito di prigione decide di farla finita, non prima di aver ucciso l’uomo che è in parte colpevole della sua carcerazione. L’arco di tempo coperto dall’opera è limitato, un giorno e una notte, spesso i sentimenti che il film vuole trasmettere sono trattenuti, non esplodono, in linea con il carattere del personaggio, che assume un comportamento da duro come forma di difesa. Alterna momenti veramente comici ad altri di profonda tristezza, inoltre contiene sequenze indimenticabili, come l’incontro con i genitori, il momento al bowling o la sequenza finale. È in fondo una bellissima e dolce favola, dove l’amore trionfa finalmente non in maniera goffa o banale. Per il cinema di oggi non è semplice. VOTO: 8
Andrea Fontana

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