La
felicità non costa niente
Regia:
Mimmo Calopresti
Sceneggiatura: Mimmo Calopresti,
Francesco Bruni, Heidrun
Schleef
Interpreti: Francesca Neri, Mimmo Calopresti,
Vincent Perez,
Frabrizia Sacchi, Peppe Servillo,Laura
Betti, Luisa Santis, Valeria Bruni Tedeschi
Il
caro prezzo della felicità

Sergio (Mimmo Calopresti)
è un architetto di successo, è sposato e ha un figlio,
ha amanti passeggere. La vita sembra sorridergli in tutto
benché un’inquietudine di fondo
lo spinga a correre troppo, anche in auto. Fino a
schiantarsi contro un guardrail. Sopravvive per miracolo
all’incidente ma non riesce a riprendere la vita di
prima come se nulla fosse stato. Si separa dalla moglie,
lascia il lavoro, perde gli amici,
cade in una depressione profonda. Il senso della
vita è venuto meno, almeno per il momento.
L’elemento portante del film è l’autobiografismo,
non è un caso che sia lo
stesso regista a vestire i panni del protagonista. E
non sempre con un esito felice. La sincerità e il
desiderio di condividere con il pubblico la propria
ricerca esistenziale sono in
sé apprezzabili benché ridondanti. Perché
scegliere un film, e non un libro-confessione o un
articolo di giornale, per sviscerare un tema in maniera
così pedagogica? Tolta la bellezza e la fotogenia di
Francesca Neri, di filmico resta
ben poco. I sermoni moralistici che Sergio infligge agli
amici (e agli spettatori) appesantiscono notevolmente la
visione. Prevale l’impressione che il regista si prenda
un po’ troppo sul serio.
Da salvare è lo spunto che dà anche
il titolo alla pellicola. È sì possibile essere felici
ma a caro prezzo. Bisogna avere il coraggio di guardare in
fondo a se stessi ed essere pronti a perdere tutto nella
dolorosa ricerca della propria verità. Psicoanalisi,
ancora una volta. Però, in
questo caso, non ben “digerita”.
Mariella Minna